Il ruolo del Difensore Civico sta attraversando una metamorfosi senza precedenti. Se a livello internazionale la priorità è diventata la sorveglianza degli algoritmi, in Italia il Lazio si pone come capofila di una riforma che mira a costruire un vero garante dei diritti nella pubblica amministrazione, anche con un focus specifico quale Garante del diritto alla salute.
IL CONTESTO GLOBALE: LA DIFESA CIVICA CONTRO LE “SCATOLE NERE”
Nel primo trimestre del 2026, il dibattito europeo è dominato dalla trasparenza algoritmica. Con l’entrata in vigore delle ultime fasi dell’AI Act, i Difensori Civici europei hanno stabilito alcuni principi cardine:
Diritto alla Spiegazione: Nessuna decisione della Pubblica Amministrazione (sussidi, borse di studio, graduatorie) può essere giustificata con un semplice “l’ha deciso l’algoritmo”.
Ispezione: Gli Ombudsmen devono avere il potere di ispezionare i software per verificare che non esistano pregiudizi (bias) che penalizzano i cittadini in base al quartiere o alla provenienza e che i loro dati siano correttamente utilizzati.
L’ANOMALIA ITALIANA E IL RUOLO DEL DIGITALE
Mentre l’Italia sconta ancora l’assenza di un Difensore Civico Nazionale, opera invece il Difensore Civico per il Digitale (AgID): Nel 2025-2026 è intervenuto massicciamente per garantire che l’IT Wallet (il portafoglio digitale italiano integrato nell’App IO) e i servizi della Pubblica Amministrazione siano accessibili a tutti, eliminando ingiuste barriere tecnologiche. Attività che va ora ripresa dai Difensori Civici. In questo senso, contro il divario digitale, è stato presentata alle Camere una petizione, formalmente già annunciata in entrambe le Aule e in prosieguo in Commissione in entrambe le Camere.
LA SVOLTA NEL LAZIO: LA NUOVA LEGGE ( (P.D.L. 147)
Il Lazio è in rotta d’arrivo con la nuova legge. Con la discussione della Proposta di Legge 147, la Regione sta aggiornando una normativa, ferma al 1980, per rispondere compiutamente alle esigenze dei Cittadini.
Annunziata Patrizia Difonte











