La Mediatrice europea Teresa Anjinho ha chiesto alla Commissione europea di migliorare il sostegno ai membri del personale con disabilità attraverso lo sviluppo di procedure più chiare e complete per affrontare le denunce relative a presunte discriminazioni legate alla disabilità.
Tali procedure dovrebbero garantire che i responsabili della gestione delle denunce di disabilità e delle accuse di molestie consultino sistematicamente l’équipe centrale della Commissione per la disabilità – o altro personale con competenze in materia di disabilità – prima di finalizzare le decisioni.
A tal fine, la Mediatrice europea ha suggerito alla Commissione di rafforzare il ruolo dell’équipe centrale per la disabilità, consentendole non solo di fornire sostegno nel contesto delle richieste di soluzioni ragionevoli, ma anche di fornire competenze specialistiche e orientamenti sulla presunta discriminazione legata alla disabilità.
Il Difensore Civico Europeo ha, inoltre, suggerito alla Commissione di garantire che i suoi orientamenti interni al personale spieghino chiaramente il ruolo dell’équipe centrale per la disabilità nelle situazioni in cui un membro del personale con disabilità incontra difficoltà o percepisce un trattamento discriminatorio.
Questo approccio contribuirebbe a garantire che le denunce relative alla disabilità siano considerate nel loro contesto più ampio e in modo coerente con gli obblighi della Commissione ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD).
I suggerimenti del Difensore Civico Europeo fanno seguito a un’indagine basata su denunce che ha esaminato il modo in cui la Commissione ha gestito una richiesta di assistenza che ha sollevato accuse di molestie psicologiche legate a preoccupazioni legate alla disabilità.
Sebbene la Mediatrice non abbia riscontrato problemi nel modo in cui la Commissione ha esaminato tali accuse specifiche di molestie, ha osservato che le attuali procedure non sono concepite per affrontare modelli più ampi di discriminazione basata sulla disabilità.
Di conseguenza, le accuse di discriminazione sono attualmente esaminate soltanto dal punto di vista indiviiduale piuttosto che trovare una soluzione, come auspica il Mediatore Europeo, in radice.











