Il Mediatore Europeo rappresenta il principale strumento di tutela dei Cittadini nei confronti delle istituzioni dell’Unione Europea. Istituito dal Trattato di Maastricht e oggi disciplinato dall’articolo 228 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, il suo compito è quello di indagare sui casi di cattiva amministrazione commessi dalle istituzioni, dagli organi e dalle agenzie dell’UE, promuovendo trasparenza, responsabilità e buona amministrazione.
Dal 27 febbraio 2025 la carica è ricoperta dalla giurista portoghese Teresa Anjinho, eletta dal Parlamento europeo dopo il mandato decennale di Emily O’Reilly. Con la sua alta competenza giuridica e con la sua esperienza, Teresa Anjinho ha impresso un forte orientamento alla tutela dello Stato di diritto, dell’etica pubblica e della trasparenza decisionale.
TRASPARENZA AL CENTRO DEL NUOVO MANDATO
Fin dall’inizio del proprio incarico, la Mediatrice europea ha individuato nella trasparenza uno dei pilastri della propria azione istituzionale.
Particolare attenzione è stata dedicata alle modalità con cui la Commissione europea adotta procedure accelerate nell’elaborazione di proposte legislative. Nel corso del 2025 e del 2026 il Mediatore ha aperto diverse indagini per verificare se il ricorso a procedure d’urgenza abbia compromesso i principi di buona amministrazione, la partecipazione pubblica e la qualità del processo decisionale europeo.
Tra i casi più rilevanti figura l’indagine relativa al cosiddetto pacchetto “Omnibus” sulla semplificazione della normativa europea in materia di sostenibilità ambientale e responsabilità delle imprese. La Mediatrice Europea ha chiesto alla Commissione Europea di chiarire le ragioni della mancata consultazione pubblica e dell’assenza di una preventiva valutazione d’impatto, sottolineando come anche gli obiettivi di semplificazione debbano rispettare i principi di trasparenza e partecipazione democratica.
ACCESSO AI DOCUMENTI E DIRITTO DEI CITTADINI ALL’INFORMAZIONE
Un altro settore prioritario riguarda il diritto di accesso ai documenti delle istituzioni europee.
Nel 2026 il Mediatore ha concluso importanti indagini sulle modalità con cui la Commissione gestisce le richieste di accesso agli atti, comprese quelle riguardanti le comunicazioni elettroniche tra i vertici istituzionali. L’obiettivo è garantire che la crescente digitalizzazione delle decisioni pubbliche non riduca il livello di trasparenza previsto dai Trattati europei.
Secondo Teresa Anjinho, il diritto dei cittadini a conoscere come vengono assunte le decisioni costituisce un elemento essenziale della democrazia europea e rappresenta uno strumento indispensabile per rafforzare la fiducia nelle istituzioni dell’Unione.
TUTELA DEI DIRITTI FONDAMENTALI NELLE POLITICHE MIGRATORIE
Tra le attività più recenti assume particolare rilievo l’indagine conclusa nel luglio 2026 sull’operato dell’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo (EUAA).
La Mediatrice Europea ha riscontrato diversi casi di cattiva amministrazione nelle attività di supporto fornite alle autorità greche durante le procedure di esame delle domande di asilo. In particolare, sono state evidenziate carenze nella formazione degli operatori incaricati di intervistare persone vulnerabili e l’assenza di procedure efficaci per consentire ai richiedenti asilo di segnalare eventuali errori nelle verbalizzazioni.
Il Mediatore ha ricordato che il rispetto dei diritti fondamentali deve essere garantito anche quando un’agenzia europea svolge soltanto funzioni di supporto alle amministrazioni nazionali.
BUONA AMMINISTRAZIONE COME VALORE EUROPEO
Nel giugno 2026 si è svolta la nuova edizione dell’European Ombudsman Award for Good Administration, riconoscimento destinato ai progetti più innovativi realizzati dalle istituzioni europee.
L’iniziativa valorizza le migliori pratiche amministrative nei settori della digitalizzazione, della trasparenza, della partecipazione dei cittadini, della sostenibilità e della qualità dei servizi pubblici, promuovendo una cultura amministrativa sempre più orientata all’efficienza e ai diritti fondamentali.
LA RETE EUROPEA DEGLI OMBUDSMAN
Il Mediatore europeo continua inoltre a rafforzare la collaborazione con la Rete europea degli ombudsman, che riunisce i Difensori Civici nazionali e regionali degli Stati membri, del Parlamento europeo e dei Paesi candidati.
La rete rappresenta uno strumento fondamentale per favorire lo scambio di buone pratiche, coordinare gli interventi nei casi che coinvolgono l’applicazione del diritto dell’Unione e diffondere una cultura comune della buona amministrazione.
L’obiettivo è offrire ai cittadini un sistema di tutela sempre più integrato, capace di assicurare elevati standard di protezione dei diritti in tutti gli ordinamenti europei.
LE PROSPETTIVE DEL NUOVO MANDATO
Il mandato di Teresa Anjinho sta sviluppando la centralità del Mediatore europeo nel sistema istituzionale dell’Unione.
Le attività svolte nei primi mesi del 2026 hanno riguardato questioni di grande rilievo pubblico: trasparenza delle decisioni, qualità della regolazione, accesso ai documenti, tutela dei diritti fondamentali, integrità amministrativa e controllo democratico dell’azione delle istituzioni europee.
In una fase caratterizzata da profonde trasformazioni economiche, ambientali e geopolitiche, il Mediatore europeo svolgere un ruolo sempre più fondamentale nel rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni dell’Unione, dimostrando come la buona amministrazione rappresenti non soltanto un principio giuridico, ma uno dei fondamenti della democrazia europea.
Fabio Riccio











