OMBUDSMAN E DIFESA DEI DIRITTI UMANI: IL CASO ALAA ABD EL FATTAH IN EGITTO
Il 22 settembre 2025, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha concesso la grazia ad Alaa Abd el-Fattah, attivista egiziano-britannico, blogger e simbolo della rivoluzione di piazza Tahrir del 2011. Dopo quasi dieci anni di detenzione, la sua scarcerazione ha rappresentato un risultato rilevante delle Istituzioni di Garanzia.
Infatti, dopo una diffusa mobilitazione, decisivo è stato l’intervento del Consiglio Nazionale per i Diritti Umani (NCHR), che svolge una funzione per molti aspetti analoga all’Ombudsman e ha presentato una richiesta ufficiale per la grazia.
IMPATTO GLOBALE E RIFLESSIONI
La liberazione di Alaa ha riacceso il dibattito sulla repressione dei diritti umani in Egitto e ha mostrato che un’Istituzione terza di Garanzia può produrre risultati, anche in contesti autoritari. Ha, inoltre, evidenziato sostanzialmente l’importanza di avere istituzioni indipendenti e accessibili, come gli Ombudsmen, capaci di agire come ponte tra cittadini e potere pubblico.
In un mondo in cui le libertà fondamentali sono spesso minacciate, il modello dell’Ombudsman resta una bussola etica e istituzionale per garantire giustizia, trasparenza e dignità.
Il caso Alaa Abd el-Fattah ci ricorda che la difesa dei diritti umani non conosce confini, e che ogni voce, ogni petizione, ogni gesto può contribuire a cambiare il corso della storia, qualora vi sia un’Autorità indipendente capace di farla sentire,
Lo Sportello Unico Internazionale della Difesa Civica ha, così, lodato il lavoro svolto in Egitto dal Consiglio Nazionale per i Diritti Umani.
Annunziata Patrizia Difonte











