In Spagna il Defensor del Pueblo, costituisce il principale strumento di garanzia dei diritti dei Cittadini nei confronti della pubblica amministrazione. Previsto dall’articolo 54 della Costituzione del 1978, il Defensor del Pueblo è un’Autorità indipendente nominata dalle Cortes Generales con il compito di vigilare sull’attività delle amministrazioni statali, regionali e locali e di intervenire quando siano lesi i diritti fondamentali.
Il Defensor del Pueblo esercita un’influenza significativa grazie ai propri poteri di indagine, alla pubblicazione di relazioni ufficiali e alla facoltà di promuovere ricorsi di incostituzionalità davanti al Tribunale costituzionale. Negli ultimi anni il suo ruolo si è progressivamente evoluto, assumendo una funzione sempre più propositiva nella definizione delle politiche pubbliche.
UN’ISTITUZIONE SEMPRE PIÙ CENTRALE
Dal 2021 il Defensor del Pueblo è Ángel Gabilondo, che ha orientato l’attività verso alcune delle principali emergenze sociali del Paese: diritto all’abitazione, migrazioni, tutela dei minori, accesso alla giustizia, salute mentale, trasparenza amministrativa e qualità dei servizi pubblici.
Il Rapporto annuale 2025, presentato alle Cortes Generales nel marzo 2026, conferma questa evoluzione. Le segnalazioni ricevute hanno superato quota 38.000, il dato più elevato degli ultimi anni, evidenziando le difficoltà dei cittadini nell’accesso all’edilizia abitativa, i ritardi della pubblica amministrazione, le criticità del Bono Alquiler Joven e le disfunzioni nei servizi essenziali.
IL NUOVO SISTEMA DI RIPARAZIONE DELLE VITTIME DI ABUSI NELLA CHIESA
L’iniziativa più significativa del 2026 riguarda l’attuazione delle raccomandazioni formulate dal Defensor del Pueblo nel rapporto sugli abusi sessuali nella Chiesa cattolica.
Il 30 marzo 2026 il Defensor del Pueblo, il Governo spagnolo, la Conferenza Episcopale Spagnola (CEE) e la Conferenza Spagnola dei Religiosi (CONFER) hanno sottoscritto il protocollo che istituisce un nuovo sistema nazionale di riconoscimento e riparazione delle vittime.
Dal 15 aprile 2026 è operativa una Unidad de Víctimas, composta da sedici esperti indipendenti nei settori della psicologia, della vittimologia, della criminologia e del diritto, incaricata di valutare individualmente le richieste e formulare le proposte di riconoscimento e di riparazione.
Il sistema prevede misure economiche, simboliche, restaurative e di accompagnamento personale, rappresentando una delle più importanti innovazioni istituzionali nella storia recente della difesa civica spagnola.
MAGGIORE ATTENZIONE ALLA TUTELA DEI MINORI
Nel corso del 2026 il Defensor del Pueblo ha intensificato il monitoraggio dei centri di accoglienza e rieducazione per minori, anche alla luce del procedimento giudiziario relativo alla morte di Iliass Tahiri in una struttura dell’Andalusia.
L’istituzione ha ribadito la necessità di introdurre sistemi di videosorveglianza nelle fasi di contenzione, rafforzare i controlli indipendenti e garantire maggiore trasparenza nella gestione dei centri convenzionati con le Comunità autonome.
La vicenda ha riportato al centro del dibattito pubblico la responsabilità dello Stato nella tutela dei minori affidati ai servizi sociali.
TRASPARENZA E INTEGRITÀ PUBBLICA
La promozione della trasparenza continua a rappresentare uno degli ambiti prioritari dell’attività del Defensor del Pueblo.
Nel più recente Rapporto sullo Stato di diritto, la Commissione europea ha evidenziato come la Spagna abbia compiuto progressi soltanto parziali nell’attuazione delle riforme anticorruzione, in particolare riguardo alla creazione di un’autorità indipendente per l’integrità pubblica.
Per questo motivo il Defensor del Pueblo ha sollecitato il completamento delle riforme legislative e il rafforzamento degli strumenti di prevenzione dei conflitti di interesse, sottolineando che la fiducia dei cittadini nelle istituzioni passa anche attraverso amministrazioni più trasparenti, efficienti e responsabili.
IL RUOLO CRESCENTE DEGLI OMBUDSMEN REGIONALI SPAGNOLI
Anche le Difese Civiche delle Comunità autonome stanno assumendo un ruolo sempre più dinamico e coordinato con l’istituzione statale.
La cooperazione tra gli Ombudsmen regionali si è rafforzata attraverso iniziative comuni dedicate alla digitalizzazione dei servizi, all’accessibilità amministrativa e alla tutela dei diritti sociali, favorendo una maggiore omogeneità degli standard di protezione sul territorio nazionale.
Particolarmente significativa è stata inoltre l’azione del Defensor del Pueblo Andaluz nella controversia relativa alle visite guidate della Moschea-Cattedrale di Cordova. Le raccomandazioni formulate, insieme agli interventi dell’autorità regionale della concorrenza, hanno contribuito al superamento delle limitazioni ritenute discriminatorie nei confronti delle guide turistiche abilitate, aprendo la strada a un nuovo regime di accesso previsto dal 2027.
UNA DIFESA CIVICA SEMPRE PIÙ PROATTIVA
Le iniziative degli ultimi anni mostrano come la Difesa Civica spagnola stia evolvendo da organo prevalentemente reattivo a protagonista delle politiche di tutela dei diritti.
L’attività del Defensor del Pueblo non si limita più alla gestione dei reclami individuali, ma si traduce sempre più spesso in proposte di riforma, monitoraggio delle politiche pubbliche, collaborazione con le istituzioni europee e promozione di standard comuni di buona amministrazione.
Il Defensor del Pueblo nazionale e gli Ombudsman regionali rappresentano un presidio fondamentale dello Stato di diritto, contribuendo a garantire che ogni Cittadino possa far valere i propri diritti nei confronti dell’amministrazione pubblica e promuovendo una cultura della legalità, della trasparenza e della responsabilità istituzionale.
I COMPLIMENTI DELL’ANDCI
L’Associazione Nazionale dei Difensori Civici Italiani esprime vivo apprezzamento per il percorso di rafforzamento istituzionale intrapreso dal Defensor del Pueblo e dagli Ombudsmen delle Comunità autonome spagnole. Le recenti iniziative in materia di tutela delle vittime di abusi, protezione dei minori, trasparenza amministrativa e promozione dell’integrità pubblica testimoniano una concezione moderna della Difesa Civica, sempre più orientata alla prevenzione delle violazioni dei diritti e al miglioramento della qualità dell’azione amministrativa.
L’ANDCI considera l’esperienza spagnola un importante punto di riferimento nel panorama europeo e internazionale, auspicando un ulteriore rafforzamento della collaborazione tra le istituzioni di Difesa Civica nazionali e regionali. Lo scambio di buone pratiche e il dialogo costante tra le autorità indipendenti rappresentano strumenti fondamentali per promuovere una tutela sempre più efficace dei diritti dei cittadini, consolidare la cultura della buona amministrazione e rafforzare la fiducia nelle istituzioni.
Fabio Riccio











