GARANTIRE L’EQUITÀ OLTRE I CONFINI REGIONALI
L’attuazione della Legge sull’Autonomia Differenziata rappresenta una delle sfide più radicali per l’assetto istituzionale italiano. In questo scenario di profonda trasformazione, il ruolo del Difensore Civico emerge come presidio essenziale di rispetto dei diritti e garantisce il potere del Cittadino che promuove l’efficienza pubblica.
I LEP: IL NUOVO PARAMETRO DELLA DIGNITÀ CITTADINA
Al centro del dibattito si collocano i LEP (Livelli Essenziali delle Prestazioni), ovvero la soglia minima di servizi che lo Stato deve garantire su tutto il territorio nazionale per rendere effettivi i diritti civili e sociali. L’autonomia promette maggiore efficienza gestionale ma la frammentazione delle competenze senza garanzie può portare a una disparità di accesso a servizi vitali come sanità, istruzione e trasporti.
Qui si inserisce la funzione critica della Difesa Civica: monitorare che la “differenziazione” non si traduca in “discriminazione”. Il Difensore Civico, forte del suo bagaglio giuridico-amministrativo, diventa il termometro della reale applicazione dei LEP, intercettando i disservizi prima che si trasformino in emergenze sociali e garantendo che il luogo di residenza non diventi un limite invalicabile all’esercizio dei propri diritti.
LA NECESSITÀ DI COMPETENZE ADEGUATE
Il passaggio a un’amministrazione regionalizzata richiede un salto di qualità nella tutela del cittadino. Non basta più una difesa civica “di facciata”; serve un Difensore Civico che aiuti concretamente il Cittadino a uscire dalle pastoie burocratiche. In tal modo trasforma, così, il Cittadino da spettatore passivo a protagonista del controllo democratico.
Affinché questo accada, è fondamentale che i Difensori Civici siano dotati di competenze adeguate e poteri incisivi.
Il controllo pubblico è efficace solo se autorevole: i Difensori Civici necessitano di strumenti normativi che permettano loro di accedere agli atti senza restrizioni, di avere poteri ispettivi reali e di intervenire con efficacia nei confronti delle amministrazioni inadempienti. La coalizione di oltre 4000 associazioni di Civicrazia è scesa in campo per evidenziare, unitamente all’Associazione Nazionale dei Difensori Civici che il Difensore Civico privo di un’adeguata preparazione tecnica è un’occasione sprecata, specialmente ora quando le decisioni cruciali si spostano dal centro alla periferia.
IL DIFENSORE CIVICO COME SENTINELLA DELL’EQUITÀ
In un’Italia a più velocità, il Difensore Civico agisce come una “sentinella del territorio”. La sua posizione di terzietà gli permette di osservare le crepe che potrebbero aprirsi tra le amministrazioni regionali e le esigenze reali delle persone. Egli non deve solo intervenire a danno avvenuto, ma deve farsi promotore di una cultura della trasparenza totale e di una modifica degli apparati amministrativi.
L’IMPEGNO DELL’ANDCI PER IL CITTADINO
L’Associazione Nazionale Difensori Civici (ANDCI) ha oggi un ruolo chiave in questa fase. L’obiettivo è chiaro: l’autonomia differenziata può essere un’opportunità di crescita solo se accompagnata da un sistema di garanzie competenti.
Senza un controllo indipendente e professionalmente qualificato e ispirato, il decentramento rischia di diventare un labirinto burocratico. La Difesa Civica è l’unico strumento capace di assicurare che il nuovo assetto istituzionale serva a semplificare la vita delle persone, mettendo finalmente al centro il merito, la trasparenza, la dignità e il buon funzionamento dei servizi.
Ernesto Marino











