Nel terzo trimestre del 2025, l’Ombudsman della Palestina, nella difficile situazione, mira a esprimere il proprio ruolo come garante dei diritti umani e della buona amministrazione attraverso un’intensa attività di vigilanza e intervento sulle condizioni detentive nei territori sotto la propria giurisdizione. L’iniziativa più rilevante, documentata nel Rapporto Speciale n. 11/2025 pubblicato dall’Ombudsman palestinese in collaborazione con il Centro Palestinese per i Diritti Umani (PCHR) e l’Independent Commission for Human Rights (ICHR), ancora in corso, riguarda un’indagine approfondita sulle condizioni di detenzione nei centri penitenziari di Gaza e Cisgiordania, con un focus specifico sui minori detenuti e sui casi di detenzione amministrativa.
L’Ombudsman della Palestina continua a svolgere visite ispettive durante le quali verifica spesso gravi casi di sovraffollamento, mancato accesso all’assistenza sanitaria e violazioni procedurali nei confronti dei detenuti non ancora giudicati. Una delle azioni più significative è stata la redazione di un memorandum ufficiale trasmesso al Ministero dell’Interno dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP), con 17 raccomandazioni vincolanti, tra cui l’immediata messa a norma di tre centri di detenzione e la sospensione degli arresti arbitrari in assenza di prove concrete.
Inoltre, è stato attivato un meccanismo permanente di monitoraggio, in coordinamento con l’ICHR, per verificare il rispetto delle Convenzioni internazionali ratificate dalla Palestina, tra cui la Convenzione contro la Tortura delle Nazioni Unite (ratificata nel 2014). L’iniziativa ha incluso anche un programma di formazione obbligatoria per 80 funzionari penitenziari su diritti umani e uso proporzionale della forza, con il supporto tecnico della delegazione dell’Unione Europea a Ramallah. L’Ombudsman della Palestina ha, infine, promosso una campagna pubblica multilingue sui diritti dei detenuti minorenni, diffusa su radio e social media locali.
Dichiarazione dello Sportello Unico Internazionale della Difesa Civica:
L’iniziativa dell’Ombudsman della Palestina rappresenta un esempio tangibile di come un’autorità indipendente possa incidere concretamente nella difesa dei diritti umani in contesti di particolare vulnerabilità. Come Sportello Unico Internazionale della Difesa Civica, riteniamo di estrema rilevanza la scelta dell’Ombudsman palestinese di affrontare il tema delle condizioni detentive, con un approccio strutturale e istituzionalmente vincolante, in un momento storico caratterizzato da un accentuarsi delle tensioni interne.
Sottolineiamo l’elevata professionalità nel coinvolgimento di attori internazionali, come l’Unione Europea, e nella costruzione di un sistema di monitoraggio permanente, che può costituire modello replicabile anche in altri contesti.











