lunedì 3 Ottobre 2022

Sostegno alla battaglia di F. Ghibaudi per il ‘Difensore civico’

martedì 15 Novembre 2016 16:08
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Sostegno alla battaglia di F. Ghibaudi per il ‘Difensore civico’

La battaglia per il Difensore Civico è una battaglia di civiltà

Il sig. Francesco Ghibaudi è un cittadino italiano. Evidenzio la parola cittadino perchè in essa, riferita a Ghibaudi, c’è di più di un indizio di nazionalità, è una professione di fede, come l’aveva con il citoyen, uscito dalla rivoluzione francese. Una fede nei diritti dei cittadini, preceduti dai doveri, ma proprio per questo rivendicati con forza e senza tentennamenti, o scoraggiamenti, di fronte alle difficoltà di farli diventare parte integrante della vita civile. Perchè la società civile possa funzionare, perchè possa farsi sentire, deve avere tuttavia una corrispondenza di intenti nelle istituzioni, innanzitutto locali. Ed è qui, a livello locale, che il sig. Ghibaudi sta spendendo molte energie per far passare il principio del rispetto del cittadino, perchè questi possa difendersi, perchè abbia una possibilità effettiva di farlo, quando ritiene che i suoi diritti siano calpestati. Non è solo una battaglia ideale, è una battaglia di civiltà che dietro ha risvolti decisivi per una moralizzazione anche della vita politica. Al centro della sua battaglia c’è il Difensore Civico. Di che si tratta esattamente?

Ecco cosa scrive Ghibaudi:

Il Difensore civico è un Organo indipendente a servizio gratuito dei Cittadini. Interviene a tutela di diritti soggettivi, interessi legittimi e interessi diffusi, in caso di omissioni in ritardi, irregolarità, iniquità e illegittimità delle Pubbliche Amministrazioni e Aziende Partecipate“.

Scrive Ghibaudi (al suo sindaco, ma l’argomento è di interesse generale):

“Innanzitutto la ringrazio per la sua risposta anche se tardiva che non mi trova assolutamente d’accordo. Sono a conoscenza della legge Calderoli 23/12/2009 che ha previsto la soppressione della figura del Difensore civico comunale (mai esistita a Tortona) anche se la stessa è stata subito sospesa per un anno visti i motivi risibili della sua cancellazione. Va detto che l’art 186 di tale legge viene percepito come un atto unilaterale CONTRO il “cittadino” CONTRO una difesa civica moderna in chiave europea. L’allontanamento (o l’esilio) dalla sede comunale del D.C. ad una sede provinciale ne snatura di fatto i motivi del suo essere”.

La figura del Difensore Civico dovrebbe essere infatti presente in ogni comune di 25/30mila abitanti. E’ dal 1992 (trattato di Maastricht) -precisa Ghibaudi- che è previsto l’Ufficio del Cittadino, presieduto dal difensore Civico, nominato dal Difensore civico nazionale (italiano), a sua volta facente capo al Mediatore Europeo. L’assenza di tale organo indipendente impedisce di fatto al cittadino italiano di avere le stesse tutele di qualsiasi altro cittadino dell’Unione Europea nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni e Aziende Partecipate. Continua Ghibaudi, rivolto al suo sindaco “In merito a questa soppressione, che non ho condiviso in quanto cittadino di nazionalità europea, oltre che italiana, ho presentato al Parlamento Europeo -Commissione per le Petizioni- in data 05/06/2010 petizione avente per oggetto Assenza del Difensore civico nazionale (italiano) ed assenza della rete dei difensori civici italiani ai sensi dell’art 195 del trattato CE.

La petizione porta il n. 0589/2010 e le questioni sollevate sono state dichiarate ricevibili a norma del Regolamento Europeo in data 21/10/2010 ed ora sta seguendo il suo iter preparatorio e la si può ricercare sul sito dell’europarlamento. Infine mi pare di comprendere (ne fa testo l’ultima modifica del 3 marzo c.m. sul sito web del comune) che non c’è la volontà da parte di questa amministrazione di modificare I’attuale dicitura, un classico esempio di politichese burocratico, con lo scopo di non far comprendere al cittadino le effettive funzioni del difensore civico… Spero in un ravvedimento e se ciò non dovesse accadere mi vedrei costretto, per altri canali, portare la suddetta questione all’attenzione dei miei concittadini.”

Francesco Ghibaudi – Cittadino di Tortona

Dunque che cosa è accaduto? Che il governo cittadino di Tortona (c-d a guida Massimo Berutti, con vicesindaco leghista) così risponde all’iniziale proposta di Ghibaudi: “Attualmente, le funzioni del difensore civico comunale possono essere attribuite, mediante apposita convenzione (ad oggi non stipulata), al difensore civico della provincia nel cui territorio rientra il relativo comune. In tale caso il difensore civico provinciale assume la denominazione di ed è competente a garantire l’imparzialità e il buon andamento della pubblica amministrazione, segnalando, anche di propria iniziativa, gli abusi, le disfunzioni, le carenze e i ritardi dell’amministrazione nei confronti dei cittadini.

La battaglia per il Difensore Civico (conosciuto anche come Ombudsman) è una battaglia di grande civiltà, mentre la legge Calderoli tende ad annullarne gli effetti.

Per evitare che i pubblici uffici abusino del potere loro conferito, sia per evitare che aumenti il distacco tra cittadino e istituzioni e manchi uno dei principi fondamentali dello stato di diritto, ossia il senso civico diffuso nel rispetto delle regole e della convivenza pacifica. Il fine è quello di riattivare i meccanismi di partecipazione attiva, sia sociale che politica, al fine di contribuire alla diffusione del diritto nella sua forma educativa, capace tra l’altro di fornire le basi per l’integrazione culturale in un mondo multietnico e globalizzato.

La figura del difensore civico deve avere una presenza cittadina, almeno per comuni con più di 25-30mila abitanti, e non provinciale (quando esiste). E’ una battaglia di importanza nazionale. L’esempio di Ghibaudi va apprezzato e sostenuto. Pertanto il nostro sito appoggia le iniziative di Ghibaudi, che si articoleranno nei modi che si riterrà più idonei al conseguimento dell’unico risultato che si vuole conseguire: un Difensore civico in ogni comune che ne abbia le caratteristiche.

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