giovedì 6 Ottobre 2022

Mediatore Europeo: un’occasione sprecata

mercoledì 23 Dicembre 2020 15:58
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La figura del Mediatore europeo è di fondamentale importanza perchè rappresenta una grande conquista in termini di tutela dei cittadini europei. La sua funzione è quella di indagare sulle denunce relative a casi di cattiva amministrazione da parte delle Istituzioni o di altri organi dell’UE, presentate da cittadini o residenti dei paesi dell’UE o da associazioni o aziende con sede nell’UE. Il Mediatore europeo è quindi autorizzato a svolgere indagini sull’amministrazione comunitaria e sulle sue relazioni con i cittadini e le imprese. Può accogliere reclami di “cattiva gestione” della Commissione e delle altre istituzioni dell’UE, escluse la Corte di Giustizia e il Tribunale di primo grado se agiscono in veste di organi giudiziari.
“Pecca” di “cattiva amministrazione” l’istituzione che omette di compiere un atto dovuto, opera in modo irregolare o agisce in maniera illegittima. Alcuni dei problemi più comuni trattati dal mediatore sono: l’iniquità, le discriminazioni, l’abuso di potere, l’omissione o il rifiuto di informare, i ritardi ingiustificati, le irregolarità amministrative. Il Mediatore non ha il potere di accogliere reclami relativi ad amministrazioni nazionali, regionali o locali degli stati membri e ogni anno presenta una relazione al Parlamento europeo sui risultati delle sue indagini.
Possono presentare un reclamo al Mediatore europeo tutti i cittadini o i residenti in uno qualsiasi degli Stati membri, le imprese, le associazioni e altri organismi con sede legale nell’UE. Il reclamo può essere presentato anche per il tramite del Difensore civico regionale. Non si può negare che lo sviluppo dell’Europa dei cittadini sia giunto ad una fase delicata ed il diritto di presentare denunce al Mediatore, occupa una posizione prominente nel testo. Inoltre una carta dei diritti vincolante costituisce uno degli avanzamenti più significativi per i cittadini. L’Unione europea si è assunta il fermo impegno di rispettare i diritti fondamentali.Nel dicembre 2000, in occasione del Consiglio europeo di Nizza, i presidenti delle tre principali istituzioni dell’Unione — la Commissione, il Parlamento e il Consiglio— hanno proclamato la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Questo documento chiarisce ai cittadini quali diritti fondamentali le istituzioni e gli organi dell’Unione europea devono rispettare.
Ed è l’articolo 43 della Carta sancisce il diritto di presentare denuncia al Mediatore europeo: «Qualsiasi cittadino dell’Unione o qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia sede in uno Stato membro ha il diritto di sottoporre al Mediatore dell’Unione casi di cattiva amministrazione nell’azione delle istituzioni o degli organi comunitari». Per realizzare il potenziale della Carta è necessario un intervento proattivo, in modo che i cittadini siano consapevoli delle possibilità loro offerte e che le autorità pubbliche a tutti i livelli comunitari siano incoraggiate e sostenute nel porre al centro delle loro attività i diritti e le aspirazioni sanciti nel testo. In particolare, spetta al Mediatore far conoscere la Carta, mentre in tutta Europa si intensifica il dibattito sulla Costituzione. comunitaria. Il Mediatore europeo si adopera quindi per far sì che la Carta venga presa seriamente dalle istituzioni che l’hanno proclamata. Ricordando loro costantemente le promesse che hanno fatto ai cittadini europei, il Mediatore esercita pressioni in modo che le istituzioni dimostrino in pratica di rispettare la Carta nella loro attività quotidiana.
E’ per questo motivo, che dovrebbe essere una figura indipendente e super partes, per niente incline ai richiami del potere politico ed Istituzionale che, di fatto, dovrebbe rappresentare la sua controparte. Nominare un mediatore europeo, significa garantire ai cittadini europei un’ancora di salvataggio nel mare magnum delle inefficienze del sistema pubblico, una speranza per l’ottenimento della tutela di un proprio interesse o diritto in via stragiudiziale ed in questo caso a livello europeo. Ma grazie all’attuale Mediatrice, già al secondo mandato: la Signora O’Reilly, i cittadini europei devono accontentarsi della vittoria di Pirro perchè la figura esiste ma non è in grado di svolgere il compito assegnato. Se questo succede per mera incompetenza o per voluta negligenza non ci è dato da sapere e quindi possiamo avanzare solo delle ipotesi.
Ma oltre ai limiti della Sig.ra O’Reilly, non essendo una giurista, essa si fa notare anche per l’attenta esclusione che fa su argomenti delicati su cui dovrebbe occuparsi.
In particolare non una parola è stata spesa ad esempio sulla grave situazione rilevata da Věra Jourová, Vicepresidente della Commissione europea ai valori e alla trasparenza, nella prima Relazione della Commissione europea sullo stato di diritto consegnata poco tempo fa, che ha posto l’accento sulla questione dello Stato di diritto, soprattutto su Ungheria e Polonia, accusate da molti di non essere all’altezza degli standard democratici dei Ventisette Paesi Europei.
E’ forse considerato un tema secondario? Forse i cittadini di questi Paesi non meritano tutela? Oppure si trova in difficoltà per una questione di equilibri politici?
Ricordiamo che la questione ha tenuto e tiene tutt’ora banco per mesi, con notevole impatto sul tema del Recovery Fund i cui effetti benefici, almeno per come è stato presentato, tardano ad arrivare proprio a causa delle perplessità espresse sull’argomento da diversi Paesi dell’UE. Non possiamo quindi non rilevare che trattasi di una grande occasione perduta per i cittadini europei, la cui tutela non è affatto garantita.
Fallimento voluto o solo occasionale? Dovremmo chiederlo a tutti quei Parlamentari dell’Unione Europea che volutamente non hanno supportato la nomina dell’unico candidato italiano, attuale Difensore Civico della Regione Campania, che aveva il migliore CV. Dagli atti del procedimento europeo risulta fin troppo evidente che si sarebbe trattata della persona giusta al posto giusto.
Ma il Governo italiano non ha voluto o saputo cogliere l’occasione ossia difendere la posizione di un candidato che aveva saputo conquistare alta credibilità internazionale.
Quando saranno superate queste tristi logiche?

Elio Aliperti

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