LA STORIA DEL DIFENSORE CIVICO IN ITALIA

Mag 1, 2017 | News | 0 commenti

 

L’Italia è stato uno degli ultimi Paesi ad aver istituito il Difensore civico, una figura che nasce, negli anni ‘60, con, in prima fila, Arturo Carlo Jemolo. Rincresce, purtroppo, sottolineare che l’ordinamento italiano è l’unico rimasto, fra quelli dei paesi comunitari, a non aver istituito un Ombudsman nazionale. La figura di un Difensore civico regionale o comunale, tuttavia, ha riscosso molto successo a livello nel Bel Paese.

In Valle d’Aosta, in particolare negli ultimi 5 anni, ovvero dalla nomina del Difensore civico Enrico Formento Dojot il 1° Febbraio 2012, la richieste di intervento della suddetta figura sono incrementate del 180 per cento.

Enrico Formento Dojot, illustrando l’attività dell’ufficio, afferma che, nel 2016, sono stati trattati 826 casi, il 24 per cento in più rispetto al 2015. L’incremento più significativo è rappresentato da quelli su tributi (anche locali), circolazione stradale, servizi pubblici (con oltre 306 casi), cui seguono quelli sui rapporti di lavoro alle dipendenze dell’ente pubblico (99) e sull’assetto del territorio (79), comprendenti opere pubbliche ed espropriazioni. «Crescono – aggiunge Formento Dojot – i casi legati all’assistenza sociale, passati dai 110 del 2015 ai 136 del 2016, quelli che interessano le politiche sociali, l’emergenza abitativa pubblica, la previdenza e l’assistenza». Le controversie riguardano in prevalenza cittadini che ricorrono al Difensore civico per denunciare presunti abusi degli enti locali, cresciuti dai 206 del 2015 ai 273 dello scorso anno; seguono quelle fra cittadini e Regione, che passano da 164 nel 2015 a 173 nel 2016, quelle con le amministrazioni periferiche dello Stato (125) e con le Asl (44). Diminuiscono i contenziosi con gli enti dipendenti dalla Regione, da 57 a 20.

‘’La metà della vita di un uomo è trascorsa a sottintendere, a girare la testa ed a tacere’’ (Albert Camus).

Lo scopo del Difensore civico è quello di rivoluzionare questa verità e, sembra che, un passo per volta, stia riuscendo nell’impresa.

Il caso Valdostano è solo uno dei tanti ad aver dimostrato l’incombente necessità di possedere questa figura. Sempre più persone ricorrono, ormai, al Difensore civico tornando, così, a casa scevri dal senso di frustrazione che, quotidianamente, li attanaglia.

Libertà è soprattutto la possibilità di difendere i propri diritti e di esprimere il proprio disagio, qualunque esso sia; bisogna, sempre, avere il coraggio di esporre le proprie idee e non temere le conseguenze del non piegarsi ai condizionamenti. Il Difensore civico, quindi, è la soluzione a molti dei problemi che affliggono il nostro Paese.

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