LA SANITA’ MALATA IN CAMPANAE E L’AZIONE DEL DIFENSORE CIVICO
Cardarelli

Mag 21, 2022 | News, News | 0 commenti

Le immagini che vediamo scorrere sui Media in questi giorni delle barelle ammassate al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Napoli sono solo la punta dell’iceberg di una sanità in piena crisi di personale, di strutture e di amministrazione.

A valle del polverone sollevato dal clamore suscitato dalle immagini del Cardarelli, 25 medici hanno presentato le dimissioni.

Il personale sanitario qualificato del nostro territorio è in fuga e cerca maggior fortuna nelle strutture private o in altre regioni, se non all’estero.

Quanto sta accadendo lede, ancora una volta, la dignità del cittadino che si vede negato il diritto inalienabile di essere curato.

Dopo 2 anni di pandemia siamo ormai spettatori di un fallimento della programmazione dell’emergenza sanitaria.

In Campania il caos riguarda il più grande ospedale del Mezzogiorno ma anche tutte le maggiori strutture dell’area metropolitana di Napoli, da Castellammare a Pozzuoli, da Nola a Frattamaggiore, dall’Ospedale del Mare al Pellegrini e al San Paolo.

La Regione Campania si attesta all’ultimo posto sulla base di 21 indicatori di qualità dell’assistenza sanitaria relativi all’effettiva erogazione di servizi ai cittadini.

Questa circostanza mette sotto accusa il sistema regionale campano per il quale si rende più che mai necessaria una riorganizzazione che dia risposte immediate all’utenza e agli operatori sanitari.

L’art.3 della Costituzione dice chiaramente che: “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Perciò non è più tollerabile che i cittadini del territorio regionale siano privati del diritto alla salute per colpa di inadempienze, sprechi e trascuratezze.

In questa situazione ancora una volta a scendere in campo a decisa tutela dei diritti al Cittadino, è il Difensore Civico della Regione Campania che chiede pertanto urgenti, concreti ed efficaci interventi segnalati dai recenti fatti di cronaca che, oltre alla situazione descritta, comprende un lungo elenco di ulteriori criticità.

In questi giorni il Difensore Civico campano ha ripreso i suoi precedenti interventi fra cui:

  • Falsi invalidi: persone ritenute responsabili, in concorso con soggetti in corso di identificazione, di truffa ai danni di ente pubblico, contraffazione di certificazioni, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in certificati e in copie autentiche, falsità commessa da privati e falsità ideologica del pubblico ufficiale in atto pubblico. Avevano falsificato verbali di accertamento, anche mediante l’utilizzo di falsi timbri e sigilli dello Stato, determinando l’indebita erogazione da parte dell’Inps di pensioni di invalidità e dei relativi arretrati, per milioni di euro;
  • Accuse di truffa e falso nel filone di intramoenia;
  • SOS dei medici di famiglia: sempre più burocrati e amanuensi più che medici;
  • Allarme trasfusioni: i centri di raccolta di plasma dovranno mettersi in regola ma la Regione Campania è in ritardo.

Il Difensore Civico campano ha denunciato alla Procura della Repubblica e della Corte dei Conti che le inefficienze hanno favorito l’esodo incontrollato dei pazienti che scelgono strutture sanitarie di altre regioni dove il servizio è più efficiente, con un ulteriore aggravio di spesa per le casse della Regione Campania dove, peraltro, la spesa pro-capite per tali servizi è già esasperata e fuori mercato.

Urge oggi riconvertire quelle che vengono definite “cattive performance di Salute delle ASL”, in autentici poli d’eccellenza da ostentare con orgoglio ma occorre una consapevolezza di una classe dirigente sanitaria selezionata per merito e non per affiliazione a bande politiche.

È necessario chiudere definitivamente la fase di “emergenza”, aggravata da situazioni debitorie notevoli e da contenziosi. Il Difensore Civico ha denunciato che ingenti risorse sono state usate per far fronte a diversi oneri del tutto improduttivi, i quali hanno ulteriormente compromesso l’efficienza e l’efficacia delle prestazioni da erogare ai cittadini.

Il Difensore Civico chiede con forza che venga reso ai cittadini campani un Servizio Sanitario “guarito” che possa finalmente fungere da polo di efficienza e professionalità. L’art.1 della Costituzione dichiara che “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

Perciò, laddove talune istituzioni democratiche vengano a mancare nei loro doveri fondamentali, è necessario e irrinunciabile che il Popolo abbia anche il Difensore Civico, nell’ambito delle istituzioni democratiche.

Il concetto di “democrazia” deve essere pieno (e non ridotto al momento elettorale sempre più, fra l’altro, nelle mani di oligarchie precostituite). Infatti, la delega elettorale non costituisce una patente di impunità, e non può e non deve costituire una rinuncia ai diritti dei Cittadini.

Andrea Ambrosini

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