giovedì 6 Ottobre 2022

La gestione dei contagi e i disagi dei cittadini

mercoledì 21 Ottobre 2020 11:43
News

La curva dei contagi nelle ultime ore è in preoccupante risalita. Nuovi decreti vengono presentati a distanza di pochi giorni per poter prendere provvedimenti tempestivi a seconda dell’evoluzione della pandemia. Si riscontra un alto livello di confusione nei cittadini che vivono in costante allerta.
In base a quanto viene detto non si prevede a breve un lockdown come quello che tutti abbiamo vissuto in primavera.
Tra i vari provvedimenti presi dal Governo vi è una generale cessione di decisioni alle Regioni in merito agli interventi da operare in base al livello dei contagi. Le Regioni, da parte loro, vedono questa decisione come un possibile scarico di responsabilità da parte del Governo.
La situazione pende da entrambe le parti. È vero che ogni Regione vive situazioni potenzialmente differenti le une dalle altre, ma è vero allo stesso tempo che serve l’attenta supervisione dello Stato. Le Regioni temono una perdita di sostegno e supporto da parte dello Stato. La responsabilità è grande. Imporre chiusure anticipate di attività commerciali comporta mettere in ginocchio nuovamente i piccoli imprenditori, i proprietari di bar e ristoranti. È palese che il nostro Paese non è in grado di sopportare una nuova chiusura di quel tipo.
I danni all’economia subiti in quesi mesi sono stati innumerevoli e non facili da sanare. Spesso le Regioni stesse si trovano in difficoltà a gestire in autonomia situazioni come queste in quanto mancanti di personale competente nel gestire emergenze di questo tipo. L’organizzazione delle risorse in momenti di profonda crisi e potenziale crescere del rischio va gestita da professionisti di alto calibro con comprovata preparazione e competenza in relazione a situazioni come quella che stiamo vivendo.
Il rischio è altissimo. Il rischio per la vita si affianca ad un altrettanto pericoloso rischio per la sopravvivenza di tutti coloro che vivono giorno dopo giorno grazie al sudore della propria fronte. La chiusura delle attività andrebbe a ledere principalmente quelle attività che sopravvivono grazie al rapporto diretto con i clienti, grazie all’impegno dei proprietari. Sono messe al centro del ciclone i ristoranti, i bar e le scuole. In merito all’istruzione si parla di un ritorno alla didattica a distanza per una percentuale di studenti. Ma siamo davvero pronti a questo? I docenti sono stati istruiti in materia? Sanno gestire delle piattaforme multimediali per seguire gli studenti?
Se così non fosse, sarebbe nuovamente tutto in mano ai genitori, i quali si dovranno dividere tra smartworking, gestione della casa e assistenza ai figli nelle ore scolastiche da casa. Non dimentichiamo gli studenti disabili, che sono stati lasciati soli con solo il supporto delle loro famiglie. Sono passati mesi dalla quarantena che ci ha visto chiusi in casa a gestire una tremenda novità, quale il gestire casa, lavoro, famiglia, figli e loro istruzione fra le quattro mura domestiche senza assistenza.
Se sono stati presi provvedimenti per assistere le famiglie lo vedremo presto. Ci accorgeremo se le famiglie degli studenti disabili avranno il giusto aiuto per garantire un’istruzione serena per i loro figli.
In tutto ciò, fra tutti questi provvedimenti, si osservano le corse dei mezzi pubblici sovraffollate e congestionate. In barba ai sacrifici di tutti, i mezzi pubblici non vengono potenziati e i tentativi fatti hanno scarsi risultati.
Coloro che hanno perso il lavoro a causa della pandemia potrebbero essere istruiti e assunti come nuovi autisti. I mezzi potrebbero essere potenziati e le corse aumentate.
Eppure si fatica a capire che i settori che adesso stanno dando maggiori problemi sono quelli che hanno manifestato una cattiva gestione dovuta alla mancanza di personale competente.
Tirando le somme, l’impegno per uscire da questa pandemia c’è ed è da parte di tutti ma ci sono delle profonde falle che non si accenna a colmare. Dall’esperienza del precedente lockdown pare si sia solo imparato a limitare l’attività dei bar e ristoranti senza prendere provvedimenti per settori come quelli dell’istruzione e dei trasporti. Purtroppo la storia ci insegna che se non impariamo dalle esperienze i problemi tornano a presentarsi.

Laura Donato

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