sabato 21 Maggio 2022

La Difesa Civica, Istituzione della Speranza

giovedì 3 Marzo 2022 20:15
News
<< L’uomo non è libero nella misura in cui non dipende da nulla o da nessuno: è libero nell’esatta misura in cui dipende da ciò che ama, ed è prigioniero nell’esatta misura in cui dipende da ciò che non può amare. Così il problema della libertà non si pone in termini di indipendenza, ma in termini di amore. >>
Gustave Thibon, Ritorno al reale (Retour au réel, 1943) .
Viviamo in tempi di tentativo estremo di normare la vita nella sua essenza facendone una faccenda specialistica. Una burocratizzazione  dell’esistente in nome di una libertà sganciata dal reale. Come se i temi della libertà e della dignità non avessero volti umani, ma piuttosto fossero etichette da legare all’occorrenza a ogni dimensione o semplicemente a ogni dato che vuole essere reso normale e normato.
Il tentativo di appiattire la vita facendola diventare un tratto burocratico, recidendo i legami con il possibile e la speranza, è il terreno minato dove la partecipazione è negata e ogni persona, membro di una collettività, non ha più modo di far sentire la propria voce e far valere i propri diritti di libertà ad avere una vita degna.
L’esercizio della speranza diventa allora il Movimento necessario per ritornare a stabilire dialettiche di amore per la vita, per la possibilità di credere ad un’esistenza la cui ultima parola non può essere quella della burocrazia cavillosa che rende schiavi.
Una dialettica basata sulla speranza che diventa libertà di andare oltre. La speranza come movimento rivoluzionario, volontà di cambiamento e di lotta estesa dal piano personale al piano sociale.
Solo la speranza appartiene al reale, in un movimento proteso in avanti riesce a vedere le cose nel loro avanzare
Un esempio di speranza che avanza e non si arrende al “così è” può sicuramente essere indicata nella Difesa Civica.
A tale proposito vorrei citare alcuni aspetti emersi dalla Relazione del 3 dicembre 2019 alla Commissione per le petizioni del Parlamento Europeo dell’Avv. Giuseppe Fortunato, candidato a Mediatore Europeo
L’Avv. Giuseppe Fortunato presenta quello che lui stesso definisce: “Il punto più importante del mio sperimentato metodo di Difensore Civico è: “affrontare il caso specifico, risolvere le situazioni analoghe, costruire modelli duraturi””.
Proprio la creazione di un modello permette di creare basi concreti di un esercizio di speranza. Un modello è ripetibile, indica un sentiero da percorrere . Continua, l’Avv. Fortunato:
“Il Difensore Civico, con il suo operato, innanzitutto trasforma, nel caso specifico, il disagio, l’insoddisfazione, il dolore del Cittadino in un sorriso ma deve anche sapere fare di più, andando alle radici del problema nelle pubbliche amministrazioni per evitare che analoga situazione dolorosa si ripresenti e costruendo così una Pubblica Amministrazione più trasparente, più celere, più gentile, più efficiente, più efficace, più giusta.”
Quindi nel Difensore Civico una possibilità concreta di dialogo con le istituzioni per  non arrendersi alla sottrazione di libertà che diventa sottrazione di speranza e quindi sottrazione di possibilità di agire.
La Difesa Civica, in questo senso, diventa rivoluzione come nuova visione di rapporto tra cittadino e istituzioni. Il cittadino come individuo cooperante per la costruzione di un nuovo modello di democrazia più autentica, continua e piena.
Per  supportare il cittadino in questa azione di riconquista della sua dignità di co-costruttore il  Difensore Civico deve avere “un’alta competenza giuridica, specificamente di pubbliche amministrazioni, riconoscendo le patologie di atti amministrativi, di attività non conformi a leggi e comunque non corrette e le soluzioni effettivamente percorribili, quindi, capace di risolvere concretamente il caso di maladministration sottoposto dal Cittadino oppure comunque individuato e spingere la Pubblica Amministrazione al suo miglioramento”.
La Speranza, come visione di ciò di Buono che avanza, indica la via dell’empowerment degli individui nel coltivare il principio che la vita,  con le sue istanze di bene e di verità,  è reale e al tempo stesso sempre aperta a divenire più Giusta.
di Valentina Raiola

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