giovedì 6 Ottobre 2022

La Difesa Civica: i malati non vanno lasciati soli

martedì 22 Dicembre 2020 17:51
News

Da molti mesi si parla di guerra, di un nemico invisibile, di una specie di malevola macchina infernale che falcia in continuazione vite umane. Una guerra innovativa, senza armi, silenziosa, subdola che crea panico e semina la morte. Le vittime predestinate sembrano proprio quelle della generazione che ha ricostruito il nostro Paese dalle ceneri dell’ultima guerra. I nostri vecchi sono presbiti, vedono lontano, come “coloro che hanno poca luce” dice Dante, non pensano alla fine. Oggi vengono “strappati” dalle loro famiglie. E fanno tornare alla nostra mente i Monatti di manzoniana memoria. Uno scenario di dolore che ha cambiato anche la morte. Sono cambiati i suoi connotati, anzi se ne è aggiunto un altro: l’anonimato. Qualche familiare avrà il flebile conforto di un medico o di un infermiere che racconterà che il proprio caro non è stato lasciato solo in quei momenti. E sono proprio i familiari a toccare con mano il disastro della Sanità campana, amministrata da una classe politica miope e clientelare. La salute dei cittadini, le persone deboli e fragili che vivono ai margini della società, sono sempre stati i capisaldi dell’azione istituzionale del Difensore Civico della Campania. Basti citare il suo martellamento per far trovare al Cardarelli le sacche di sangue per i pazienti talassemici che erano stati rimandati a casa. E il suo invito al Sindaco di Napoli e alla Regione Campania di adoperarsi per promuovere una capillare campagna di sensibilizzazione per donare il sangue.

Le epidemie sono in grado di cambiare la storia e gli uomini, spesso più delle guerre. E questo è stato compreso, fin dall’inizio del contagio del Covid-19, dal Difensore Civico della Campania, Avv. Giuseppe Fortunato. Oggi, il virus sta cambiando pelle. I tempi per il ritorno alla normalità si fanno sempre più incerti. E cresce sempre di più il numero delle persone che sono in difficoltà economiche e si rivolgono a Civicrazia e al Difensore Civico campano. Con la seconda ondata del virus la situazione sanitaria si è ulteriormente aggravata, fino a raggiungere il collasso. Tanto che il Difensore Civico campano e Garante del diritto alla Salute, ha sentito il dovere di scrivere una lettera al Presidente delle Regione Campania e al Presidente del Consiglio dei ministri. “Ci troviamo di fronte a una nuova barbarie”, così inizia la missiva dell’Avvocato Giuseppe Fortunato. Un numero impressionante di cittadini vengono messi in quarantena, rinchiusi e abbandonati dentro le loro case. Sono come degli esiliati, dei sorvegliati speciali. Non possono recarsi nemmeno in farmacia. I malati non vanno lasciati soli. I cittadini devono ricevere informazioni certe e credibili. Non si può continuare con la pilatesca politica di dare un colpo al cerchio e uno alla botte. Manca proprio quel senso di pietà cristiana da parte della politica verso le persone più deboli e più emarginate che sono le vittime della sofferenza.

Sono avvolte da un silenzio assordante le notizie pubblicate anche sulla stampa che i dirigenti della Sanità campana starebbero fornendo, relativamente all’impatto dell’infezione sulla popolazione e sulle strutture sanitarie, dati che non corrispondono alla realtà. Il Presidente della Regione De Luca si è limitato a rispondere con la sua solita graffiante e abrasiva asprezza, accusando i medici di essere dei “farabutti”. Già, i medici, come gli infermieri, che venivano da tutti additati come “eroi” e come “angeli”, vengono ora gettati nella polvere. I cittadini hanno il sacrosanto diritto di conoscere la verità. Una scandalosa situazione evidenziata con forza nella missiva dell’Avv. Fortunato che chiede: “immediata trasparenza sui dati posti a base dei provvedimenti ristrettivi e immediata pubblicazione dei dati sul sito della Regione Campania”. Nonostante l’invito del Consiglio di Stato, la Regione Campania continua a tacere.

Oggi, la speranza della prima fase dell’epidemia, ha ceduto il posto alla paura. Paura di morire per il virus e paura di morire in miseria. La pandemia ha portato alla luce tutta l’inefficienza della classe politica, priva di cultura di governo e del senso del dovere. Si naviga a vista e ogni giorno si cambia rotta. I cittadini sono impauriti e sfiduciati. Ogni giorno, oltre a tutti i problemi che albergano nella loro mente, devono fare i conti anche con la fallimentare gestione dei mezzi pubblici. Una scandalosa pagina di nepotismo politico denunciata con forza dal Difensore Civico campano. Ogni decreto governativo provoca sconcerto nei cittadini. Il giorno dopo immancabilmente il Presidente De Luca ci mette del suo per complicare la situazione. Ormai la paura dei cittadini si sta trasformando in protesta. Perfino l’ora della nascita di Gesù bambino è stata modificata per decreto: “Cesare insidia ciò che è di Dio”. Chissà, fra tutti questi cambiamenti repentini, forse anche Gesù bambino potrebbe decidere di nascere in un nuovo posto. E magari sceglierà proprio Napoli.

I Re Magi dovranno affrettarsi nel loro cammino per portare i loro doni al divino Bambino per non incorrere nel coprifuoco. Non potranno utilizzare i fatiscenti e inefficienti mezzi pubblici campani. Arriverebbero sicuramente molto tardi. Seguiranno la stella cometa che si adagerà sotto quella finestra dei Decumani dove è stato calato quel famoso paniere la cui immagine simbolo ha fatto il giro del mondo: “Chi può metta, chi non può prenda”.

L’umanità, come un secolo fa ne uscirà migliore dopo la fine della pandemia. Avrà la consapevolezza della sua fragilità e della caducità della vita. La gente, come un secolo fa avrà voglia di libertà. Il rapporto con la natura, la lotta alla povertà, la qualità delle città prenderanno una parte sempre maggiore nell’interesse dei cittadini. La scienza, l’istruzione e la democrazia saliranno nella scala dei valori sociali. E soprattutto dovranno essere tutelati i diritti dei cittadini. Per questa missione, la figura del Difensore Civico creato sulla falsariga dell’Ombudsman dell’Europa del Nord, assume un ruolo centrale per la difesa dei cittadini contro i casi di mala amministrazione e contro presunte violazione dei diritti umani. La rinascita del Paese dovrà ripartire proprio da questi presupposti che sono alla base della filosofia di Civicrazia. Dove il cittadino si deve sentire protagonista e non suddito. Un messaggio che potrà essere portato nelle Istituzioni della Repubblica da persone meritocratiche e civicratiche che hanno a cuore i destini dei cittadini.

Claudio Modena

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