giovedì 6 Ottobre 2022

Il problema dei migranti minori soli in Italia e la figura del tutore prevista dalla legge Zampa.

domenica 1 Luglio 2018 07:15
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Il problema dei minori stranieri non accompagnati è oramai cronaca quotidiana, in Italia a fine 2017 se ne contavano oltre 18.000, nel 2018 ne sono arrivati oltre duemila. Bambini e ragazzi in fuga da guerre, soprusi e fame che, una volta approdati sulle coste italiane, godono delle tutele previste dalla legge Zampa per la protezione e l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati (L.47/2017), in vigore dal marzo 2017. Tra le principali novità introdotte da tale legge, c’è l’istituzione del tutore volontario, figura che ha avuto grande risposta da parte dei cittadini.

Un caso che dimostra che l’Italia è anche, o soprattutto, un Paese solidale. Lo sottolinea la dott.ssa Filomena Albano, titolare dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’adolescenza.

I privati cittadini si sono messi in gioco, dando una speranza di integrazione ai minori, e dimostrando di possedere da un lato adeguate competenze in materia di cittadinanza attiva e dall’altro, una certa solidarietà sociale peraltro sancita come dovere costituzionale previsto nell’articolo 2 della nostra Carta.

Da quando, a settembre scorso, sono stati pubblicati i bandi, in Italia si sono fatti avanti oltre 4000 aspiranti tutori volontari, ma solo un terzo sono stati nominati dal tribunale. Il rischio è che vengano disperse risorse se non si riesca a creare una rete attorno al tutore (servizi sociali del territorio, tribunali, garanti, tutti i soggetti istituzionali).

La legge 47 del 2017, intanto, ha introdotto molte innovazioni nel sistema di accoglienza e protezione dei minori stranieri non accompagnati. Oltre al tutore volonario, prevede il divieto di respingere i minori stranieri che arrivano da soli in Italia, riduce il termine massimo di trattenimento dei minori nelle strutture di prima accoglienza a 30 giorni, disciplina le procedure di identificazione del minore e di accertamento dell’età, uniformandole a livello nazionale. Certamente ci sono aspetti da migliorare, ci sono criticità che ostacolano la piena integrazione dei minori, come ad esempio il fatto che il 42% di essi sono concentrati in Sicilia e che dunque non sono diffusi uniformemente, con il rischio di inficiare l’accoglienza.

La figura del tutore prevista dalla legge si pone come persona di riferimento, sostegno e protezione per quei minori – per lo più adolescenti che provengono da paesi esterni all’Unione Europea – che hanno affrontato la migrazione senza figure genitoriali o familiari di accompagnamento e che dunque si sono ritrovati in Italia da soli.

Tra i compiti del tutore volontario c’è in particolare la tutela legale, la cura dei diritti, degli interessi e del benessere dei minori, garantendone l’ascolto e la rappresentanza per quanto riguarda gli atti con valore legale che non potrebbero espletare da soli. Il tutore rappresenta inoltre la figura che vigila e si coordina con i percorsi di educazione ed integrazione, nonché dei piani individuali adottati dai servizi e delle condizioni di accoglienza, sicurezza e protezione del minore, verificandone l’attuazione.

In tale ottica l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’adolescenza (Agia) e l’UNICEF hanno anche recentemente firmato un Protocollo di intesa, della durata di due anni, volto a sviluppare azioni congiunte di sostegno ai minorenni migranti e rifugiati in Italia e a facilitare il processo di potenziamento, le attività di inclusione sociale, partecipazione e promozione dei diritti dei minori.

L’Agia e l’UNICEF si impegnano a collaborare per promuovere e realizzare attività di informazione e sensibilizzazione; esse sono rivolte ai minori stranieri non accompagnati (MSNA) riguardo i diritti sanciti dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia (CRC).

Così, con la firma del Protocollo di intesa, l’Agia e l’UNICEF diffonderanno l’uso della piattaforma digitale “U-Report on the Move” , già sperimentata da UNICEF in oltre 40 Paesi e sviluppata in Italia. Questa favorirà l’ascolto e l’accesso alle informazioni dei giovani migranti e rifugiati (U-Reporters). Infatti la piattaforma consente ai giovani che si iscrivono di esprimere la propria opinione, in forma anonima, sulle tematiche per loro più rilevanti.

In Italia, il progetto “U-Report on the Move” è stato lanciato dall’UNICEF nel 2017 a sostegno dei minorenni migranti e rifugiati; esso, inoltre, conta più di 600 iscritti. Attualmente è attivo sia in Sicilia che Calabria; il progetto è realizzato in collaborazione con i partner dell’UNICEF, i Comitati regionali e provinciali UNICEF e il supporto diretto dei Volontari del Servizio Civile. Quindi, registrandosi al canale tramite la pagina Facebook, gli iscritti ricevono sondaggi bimestrali e possono a loro volta inviare messaggi ogni volta che vogliono condividere questioni che stanno loro particolarmente a cuore.

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