lunedì 3 Ottobre 2022

Il Mediatore Europeo chiede alla Commissione di riesaminare la nomina di Barroso

sabato 31 Marzo 2018 15:50
News

Il Garante dei cittadini europei, Emily O’Reilly, ha chiesto al Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker di riesaminare la nomina del suo predecessore Barroso in merito all’assunzione della carica di Vice Presidente della banca Goldman Sachs. La Commissione si difende affermando che tutto si è svolto secondo le regole in vigore.

In realtà, il Mediatore Europeo ha aperto un’inchiesta nel febbraio 2017, a seguito di tre distinte denunce presentate da un gruppo di ex e attuali membri del personale dell’UE, due professori di giurisprudenza e un gruppo della società civile, nel corso della quale, i consulenti dell’ Ombudsman hanno esaminato l’operato del comitato etico nei confronti del fascicolo Barroso e, per avere un’idea più ampia, dei fascicoli relativi a sei ex commissari.

L’inchiesta, durata circa un anno, ha portato il Mediatore a chiedere che l’ex impiego del Presidente della Commissione Barroso presso la Goldman Sachs Bank sia rivalutato dal Comitato etico in relazione alla sua compatibilità con i relativi obblighi del Trattato, che sono imposti agli ex membri della Commissione.
Il Mediatore O’Reilly ha formulato la raccomandazione poiché la valutazione iniziale del comitato etico rispecchiava l’impegno del Presidente Barroso di non fare pressioni sulla Commissione, ma ciò è stato messo in discussione in una riunione svoltasi tra il Presidente Barroso e un vicepresidente della Commissione.
Il meeting è stato considerato come una riunione con la Goldman Sachs Bank asumendo l’apparenza di un incontro ai fini del lobbismo. Il presidente Barroso e il vicepresidente hanno successivamente asserito che si è trattato di un colloquio privato e personale.
Il Mediatore ha anche chiesto alla Commissione Europea di prendere in considerazione l’eventualità di chiedere al suo ex presidente di astenersi dal fare pressione sulla stessa per un certo numero di anni.
Secondo la Mediatrice, “gli ex-commissari hanno il diritto al lavoro post-incarico ma, in quanto ex dipendenti pubblici, devono anche garantire che le loro azioni non compromettano la fiducia dei cittadini nell’Ue. Il nuovo incarico del presidente Barroso ha suscitato una seria inquietudine pubblica, e questo dovrebbe almeno sollevare preoccupazioni all’interno della Commissione in merito all’adempimento all’obbligo di discrezione”.
“Gran parte del recente sentimento negativo attorno a questo problema avrebbe potuto essere evitato se la Commissione avesse, al momento, preso una decisione formale sull’occupazione del signor Barroso con Goldman Sachs. Tale decisione avrebbe potuto almeno richiedere all’ex presidente di astenersi dal fare pressioni sulla Commissione per conto della Banca “, ha affermato il Mediatore.
L’indagine del Mediatore ha inoltre evidenziato problemi sistemici relativi al trattamento da parte della Commissione Europea di tali casi e al ruolo del comitato etico. Se è vero che il nuovo codice di condotta, in vigore dal 1° febbraio 2018, contiene alcune modifiche, il Mediatore ha concluso che il codice deve essere ulteriormente rafforzato, in quanto, non impedirebbe in futuro, una situazione simile al caso di Barroso.

La sig.ra O’Reilly suggerisce che il comitato etico dovrebbe essere esteso in termini di dimensioni, dovrebbe avere il potere di agire di propria iniziativa e che il periodo durante il quale gli ex commissari devono notificare qualsiasi nuovo ruolo alla Commissione dovrebbe essere prorogato di diversi anni .Alla Commissione è stato chiesto di rispondere entro il 6 giugno 2018.

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