LA DOMANDA DI GIUSTIZIA DI PROSSIMITÀ NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE MODERNA
Negli ultimi mesi, il panorama istituzionale italiano registra un forte aumento del ricorso ai difensori civici regionali, evidenziando una crescente domanda di giustizia di prossimità. Al centro vi sono l’accesso agli atti, i servizi digitali e i contenziosi con gli enti locali sui rifiuti, tributi e diritti negati. In questo scenario, l’Associazione Nazionale Difensori Civici Italiani (ANDCI) promuove una maggiore vicinanza territoriale con la nomina dei tanti mancanti Difensori Civici provinciali, protocolli specifici per le aree interne e periferiche e una rigorosa trasparenza orientata alla reale efficacia dell’azione di garanzia.
LA CRESCITA DELLE ISTANZE E IL RAFFORZAMENTO TERRITORIALE
I cittadini si rivolgono sempre più spesso ai presidi di garanzia per colmare le distanze con la Pubblica Amministrazione. La risposta richiede un rafforzamento territoriale tramite nuovi sportelli di prossimità nelle aree isolate. La qualità di un Difensore Civico regionale si misura anche sulla capacità di fare rispettare gli obblighi di nomina dei Difensori Civici provinciali.
Tuttavia, la vicinanza fisica non basta: per essere efficaci, i Difensori Civici devono oggi muoversi per la tutela dei diritti su un terreno normativo e tecnico altamente complesso.
DALLA RACCOLTA DATI ALLA RENDICONTAZIONE SOCIALE: IL VALORE DEI CASI RISOLTI
L’efficacia di un’autorità di garanzia non si misura soltanto nel volume delle pratiche aperte, ma nell’impatto concreto sulla vita delle persone. Per questo motivo, il futuro della difesa civica passa attraverso una rigorosa rendicontazione sociale incentrata sui casi realmente risolti in favore del cittadino. Non una semplice statistica quantitativa sulle istanze ricevute, ma un bilancio trasparente che certifichi lo sblocco di procedimenti bloccati, la rimozione di ostacoli burocratici e la restituzione effettiva di un diritto negato. Solo così si misura il reale valore aggiunto del Difensore Civico per la collettività.
MATERIE ULTRA-SPECIALISTICHE: LEP, LEA, AMBIENTE E IMMIGRAZIONE
Il ruolo del Difensore Civico evolve rapidamente verso competenze ultra-specialistiche. Si spazia dalla gestione dell’accesso civico generalizzato (FOIA) all’attivazione dei poteri sostitutivi, fino al controllo sui Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) e sull’assistenza (LEA).
Accanto a ciò, emergono nuove frontiere cruciali:
· Ambiente e territorio: interventi mirati contro i ritardi nelle bonifiche, nelle energie rinnovabili e nella gestione dei rifiuti.
· Immigrazione e inclusione: tutela dei diritti fondamentali, dell’anagrafe e dell’accesso ai servizi sociali per i cittadini stranieri.
Per interloquire alla pari con i vertici della macchina pubblica su questi temi, serve un’elevata competenza giuridico-amministrativa.
SEPARAZIONE TRA FUNZIONE POLITICA E COMPETENZA PROFESSIONALE
Tracciare una linea per il futuro significa riaffermare un principio cardine: la netta separazione tra funzione politica e competenza professionale. Il Difensore Civico non è un ruolo di rappresentanza partitica, ma un’autorità di garanzia tecnica, indipendente e imparziale. L’autonomia dell’istituzione va protetta affidandola a professionisti rigorosi, liberi da condizionamenti esterni.
VERSO UNA NUOVA VISIONE DI GARANZIA
La Difesa Civica deve coniugare la prossimità territoriale — per non lasciare indietro le aree svantaggiate — con l’eccellenza tecnica nelle materie sensibili. È la rotta per costruire un sistema di tutele moderno e all’altezza delle sfide del nostro tempo.
Ernesto Marino










