giovedì 6 Ottobre 2022

Il Difensore Civico europeo insiste perchè Draghi lasci il gruppo di banchieri G30

martedì 31 Luglio 2018 05:50
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Il Difensore Civico europeo insiste perchè Draghi lasci il gruppo di banchieri G30

L’appartenenza di Draghi al Gruppo consultivo sugli affari economici e monetari internazionali, denominato il Gruppo dei trenta, continua ad essere oggetto di attenzione e preoccupazione da parte del Difensore Civico europeo, Emily O’Reilly, che già da gennaio, ha sollecitato Draghi a lasciare il gruppo perché alcuni dei suoi membri appartengono a banche sulle quali la BCE (Banca Centrale Europea) ha il compito di esercitare supervisione e controllo.

Il difensore civico ha osservato che “la vicinanza creata dall’appartenenza, tra un “supervisore” e un “supervisionato, allo stesso gruppo d’interessi, non è compatibile con l’obbligo di indipendenza della BCE che è il segno distintivo della sua attività. “L’appartenenza del presidente della BCE al G30 potrebbe dare quindi adito a una percezione pubblica di compromissione dell’indipendenza della BCE. Ha raccomandato, infine, che Draghi non solo dovesse cessare la sua appartenenza durante il mandato della BCE – che termina l’anno prossimo – ma che anche i futuri presidenti della BCE non dovessero entrare o rimanere membri nel G30.

La BCE ha risposto lo scorso aprile alle raccomandazioni conclusive del Mediatore, affermando che, pur tenendo nella dovuta considerazione la percezione dell’opinione pubblica, era nell’interesse istituzionale della BCE che Draghi ne rimanesse membro e ha sottolineato anche che i lavori del G30 stavano diventando sempre più trasparenti grazie anche ad una migliore comunicazione. In effetti, il G30 è diventato un po’ più trasparente, pubblicando una sintesi del suo incontro più recente. Ma per Emily O’Reilly, la risposta della BCE non è soddisfacente e ha dichiarato che “le argomentazioni avanzate dalla BCE per sostenere la sua posizione riguardo all’appartenenza del presidente al G30 non rassicurano il Mediatore, né i parlamentari europei che hanno denunciato l’anomalia e la gran parte dei cittadini della UE. O’ Reilly ha aggiunto di non riuscire a capire perché la BCE non possa semplicemente partecipare alle riunioni del G30 in qualità di non membro come fanno diversi capi di banche nazionali in Europa. Ha anche stigmatizzato la “mancanza di diversità di opinioni” in seno al gruppo, che può portare al rischio di soluzioni di monopolio”, tra i membri del G30, ai danni del cittadino.

Il Club è composto da 31 uomini e due donne. I membri sono selezionati da un consiglio di fondazione anonimo. Il Mediatore ha raccomandato che i nomi siano resi pubblici.

Sembra sempre più probabile una BCE “in rotta di collisione” con i parlamentari europei: il gruppo che per primo ha presentato denuncia al Mediatore in merito all’appartenenza al G30 di Draghi, si è detto soddisfatto dell’operato dell’Ombudsman anche se si prevede ulteriore “battaglia” sull’argomento nel Parlamento Europeo.

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