giovedì 6 Ottobre 2022

Il Difensore Civico alfiere della sovranità del cittadino, la Civicrazia

giovedì 7 Maggio 2015 20:07
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Il Difensore Civico alfiere della sovranità del cittadino, la Civicrazia

 

  Oggi si avverte sempre più il bisogno di un codice etico e di qualcuno che lo faccia rispettare nella politica, soprattutto quando si parla di attività partitica ed elettoralistica. Questo perché colui che si impegna o vorrebbe impegnarsi nella amministrazione della Res-Publica tende spesso a confondere o a penalizzare l’interesse della collettività e quindi del cittadino, tutelando meri interessi di parte e a ragionare tramite squallidi calcoli elettorali, trascurando così il reale bene comune. Questo comporta che le Istituzioni appaiono sempre più come un corpo amorfo, lontano dal cittadino che si sente sempre meno rappresentato da esse. La classe dirigente, appare sempre più come una casta, una nomenclatura che non svolge più vera attività politica, ma esegue pressoché solo azioni tese a conservare e ad incrementare i propri privilegi e la propria oppressione sul cittadino.


Il cittadino finisce così ad essere rassegnato al proprio destino, si lamenta solo e non fa nulla per migliorare la sua situazione; è divenuto uno spettro in questa società, trasformata a sua volta in un mondo di spettri dall’opinione pubblica addormentata, specchietto per le allodole per la propaganda dei prepotenti della dittatura cloroformizzante imperante.


Dopo la fine della Prima Repubblica (1948-1993) e la fine della Guerra Fredda con le ultime ideologie del Novecento, si credeva che con la demolizione della Partitocrazia a colpi di avvisi di garanzia e custodie cautelari, si potevano eliminare le ultime scorie, gli ultimi residuati della concezione personalistica del potere d’Ancien Regime, e che poteva finalmente maturare una vera e propria democrazia col cittadino realmente sovrano, ma, purtroppo, questa previsione è stata disattesa. Infatti,  per i corsi e ricorsi storici di vichiana memoria, come in un ritorno ad un novello medioevo tecnologico, negli ultimi venti anni abbiamo assistito alla definitiva crisi delle Istituzioni dello Stato Moderno Liberal – Democratico.

Così, dal sistema partitocratico dominato dal Partito apparato che reggeva l’organizzazione stessa dello Stato con la lottizzazione di ogni posto di potere, si è passati addirittura a un sistema capocratico, per cui si creano liste e coalizioni  senza alcuna ideologia, ma solo al fine di vincere il gioco delle competizioni elettorali per ottenere vantaggi di parte o nel peggiore dei casi personali, con buona pace della virtus civica e del bene comune nelle Istituzioni, spogliate di ogni valore e significato.  I mali della Repubblica, teorizzati da Montesquieu, l’assenza di virtus civica che porta all’oligarchia, sembrerebbero proprio essersi materializzati. Pertanto, c’è bisogno di un ritorno alla vita, per far risorgere il cittadino dal mondo degli spettri e farlo sentire non più mero elettore, ma parte attiva, attore principale dell’arena politico – istituzionale. Tutto ciò è possibile solo con Civicrazia, attraverso cui le grigie Istituzioni burocratiche e amorfe si trasformano in un Corpo al Servizio del cittadino veramente sovrano. Tutto questo può essere considerato per certi versi come la realizzazione pratica delle idee politologiche di Rousseau: vedi il “Contratto Sociale” del 1762 in cui si teorizza un patto equo per rifondare la società, costitutivo del Popolo come Corpo Sovrano, unico detentore del potere legislativo e suddito solo di se stesso. Per fare questo c’è bisogno non solo di regole etiche precise sia per la scelta dei candidati, sia ovviamente nell’esercizio delle funzioni pubbliche, ma, soprattutto, di figure che permettano al cittadino di governare effettivamente, controllando in ogni momento l’operato dei rappresentanti eletti e dei funzionari pubblici. Questi individui al servizio del cittadino sono da ricercarsi fra l’oligarchia meritocratica di Civicrazia.

Per rendere il cittadino veramente sovrano c’è bisogno di prendere coscienza che le istituzioni sono a servizio del popolo. Ciò è possibile attraverso la valorizzazione e il potenziamento della figura del Difensore Civico a tutela del cittadino, figura indispensabile in una società che voglia definirsi davvero civile.

Questa battaglia civica per il bene comune è sostenuta anche da Civicrazia in collaborazione con l’ Associazione Nazionale Difensori Civici Italiani (ANDCI).  
Cristiano Vignali

 

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