lunedì 3 Ottobre 2022

I politici dovrebbero prendere esempio dalle Medaglie olimpiche conquistate con il sudore di lunghi anni di sacrifici, preparazione e merito

sabato 11 Settembre 2021 21:56
News

“O corona o morte!”: questo era il grido degli atleti che squarciava il cielo di Olimpia.

Ma dietro la gloria e gli onori ci sono anni di sacrifici, di estenuanti allenamenti, di rinunce, di qualche sconfitta senza mai perdere la fiducia di potersi rialzare. Già, nelle Olimpiadi si diventa eroi solo per merito, non per raccomandazione. Tutto è trasparente, la gara è sotto gli occhi di tutto il mondo. Vince solo il migliore. Questo dovrebbe accadere anche nelle Istituzioni del nostro Paese.
I politici dovrebbero essere i tedofori che tengono acceso il fuoco della torcia ardente della legalità. Senza mai farla spegnere, valorizzando il merito e le menti migliori del Paese. Solo così il Paese potrà rinnovarsi e competere con il resto del mondo.
Alcuni mortali hanno l’animo tutto d’un pezzo, la schiena poco flessibile, la nuca rigida. Questa sfortunata costituzione impedisce loro di strisciare come fanno tutti i rettili che scalano massi e montagne.
Il potere non ama coloro che non sono addomesticati ad avallare o favorire l’illegalità.
Sicuramente uno degli episodi più sconcertanti di clientelismo politico degli ultimi tempi riguarda la nomina dell’ex Difensore della Regione Lombardia, Carlo Lio, che possiede la sola terza media. Stiamo parlando della Lombardia, la locomotiva economica del Paese, non di una trascurata Regione del Mezzogiorno. Giustamente, con sentenza del 3 maggio 2021, il Consiglio di Stato ha annullato la nomina del sig. Lio. La logica avrebbe suggerito al Consiglio regionale lombardo di fare proprio il chiaro tenore della pronuncia del Consiglio di Stato. In particolar modo i vincolanti precetti in essa presente in ordine alle qualità tecniche prescritte che deve possedere il nuovo Difensore regionale.
Fatto sta che il 29 giugno 2021 il Consiglio della Regione Lombardia ha votato e nominato il nuovo Difensore nella persona dell’Avv. Gianalberico De Vecchi. Il quale non possiede i titoli previsti dalla normativa regionale per esercitare l’incarico di Difensore della Regione Lombardia. Né si comprende sulla base di quali atti e valutazioni sia stata adottata tale scelta. Era emerso chiaramente che non possiede i requisiti di legge necessari per ricoprire l’incarico di Difensore regionale.
Su De Vecchi emergono nuovi elementi tali da inficiarne la nomina del neo Difensore regionale.
L’Avv. De Vecchi ha avuto precedenti incarichi professionali con Enti della Regione Lombardia e  gli stessi, nella domanda di candidatura, non sono stati indicati, violando proprio le norme emanate dalla Regione Lombardia in materia di nomine pubbliche.
Il tutto, si aggiunge poi, a quanto già analiticamente rappresentato in sede giurisdizionale, ovvero, l’Avv. De Vecchi, dovrebbe essere esperto in diritto, in economia e organizzazione pubblica. In particolar modo, la disciplina vigente, richiede che sia dirigente per almeno dieci anni o che abbia maturato un’esperienza decennale di lavoro assimilabile. L’Avv. De Vecchi, non avrebbe neppure maturato l’esperienza triennale minimale necessaria per tutte le nomine regionali. E, infine, non è stato rispettato il limite anagrafico dei sessantacinque anni stabilito dalla normativa. A questo punto non ci resta di confidare che quanto prima verrà fatta luce sull’intera vicenda.
E sul gradino più alto del podio salirà, cinta con il laureo della vittoria, la forza della Giustizia.
di Claudio Modena

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