lunedì 3 Ottobre 2022

ESEMPI DI INTERVENTO DEL MEDIATORE EUROPEO

venerdì 1 Dicembre 2017 21:07
News

Il Mediatore europeo è un organo indipendente e imparziale che chiede conto all’amministrazione dell’UE e conduce indagini su casi di cattiva amministrazione nell’azione di istituzioni, organi, uffici e agenzie dell’Unione europea. Solo la Corte di giustizia dell’UE, nell’esercizio della sua funzione giurisdizionale, non rientra nel mandato del Mediatore. Quest’ultimo può constatare cattiva amministrazione nel caso in cui un’istituzione non rispetti i diritti fondamentali, le norme o i principi giuridici o i principi della buona amministrazione. Ciò comprende, ad esempio, irregolarità amministrative, ingiustizia, discriminazione, abuso di potere, mancanza di risposta, rifiuto di accesso all’informazione e ritardo ingiustificato. Tutti i cittadini o i residenti dell’Unione europea, nonché imprese, associazioni o altri organismi con sede legale nell’UE, possono presentare una denuncia. Per farlo non è necessario essere stati personalmente vittime del caso segnalato. È opportuno rammentare che il Mediatore europeo può trattare esclusivamente denunce riguardanti l’amministrazione dell’UE e non quelle concernenti le amministrazioni nazionali, regionali o locali, anche nel caso in cui esse riguardino materie dell’Unione europea.

Di seguito si riportano alcuni casi di intervento del Mediatore europeo.

a) Un cittadino irlandese ha chiesto all’Agenzia europea per i medicinali (EMA) di poter accedere ad alcuni documenti contenenti informazioni dettagliate su tutti i sospetti effetti collaterali negativi gravi relativi a un medicinale per la cura dell’acne, poiché dopo l’assunzione del medicinale il figlio si era suicidato. L’EMA ha respinto la richiesta, affermando che la normativa dell’UE concernente l’accesso ai documenti non si applica alle relazioni riguardanti i sospetti effetti collaterali negativi gravi provocati dai medicinali. In seguito all’indagine sulla denuncia, il Mediatore ha concluso che la normativa dell’UE concernente l’accesso ai documenti si applica a tutti i documenti detenuti dall’EMA. Inoltre la raccomandazione all’EMA di riesaminare il suo rifiuto di consentire l’accesso alle relazioni sulle reazioni avverse, il Mediatore ha altresì esortato l’Agenzia, nel quadro della sua politica d’informazione, a fornire ulteriori chiarimenti per rendere più facile al pubblico la comprensione di tali dati e della loro importanza. L’EMA ha accettato la raccomandazione del Mediatore annunciando la pubblicazione delle relazioni. Inoltre, l’Agenzia ha adottato una politica nuova e proattiva, intesa ad aumentare la trasparenza su questioni riguardanti l’accesso ai documenti in suo possesso.

b) Un’organizzazione non governativa con sede a Bruxelles ha denunciato al Mediatore il fatto che la Commissione Europea non avesse esaminato il suo fascicolo e non avesse pagato, entro il termine di 45 giorni stabilito nella convenzione di sovvenzione, la residua somma dovuta per uno studio da essa condotto. Il denunciante aveva presentato la relazione finale, i rendiconti finanziari e altri documenti richiesti entro il termine previsto. Pur avendo confermato il ricevimento della relazione, la Commissione non aveva pagato il saldo. Come risposta al primo dei vari solleciti del denunciante, la Commissione aveva menzionato il periodo di ferie e la carenza di personale quali cause del ritardo. Il Mediatore si è rivolto alla Commissione, che ha reagito immediatamente contattando il denunciante e riaprendo le discussioni. Inoltre, la Commissione ha porto al denunciante le proprie scuse per il ritardo, promettendo di calcolare l’importo dovuto e di versarlo non appena il denunciante avesse espresso le proprie osservazioni in proposito.

c) Un cittadino bulgaro ha criticato il fatto che il modulo di registrazione online del sito web EU Bookshop (http://bookshop. europa.eu) può essere compilato solo utilizzando i caratteri dell’alfabeto latino, esprimendo la necessità di consentire anche l’utilizzo dei caratteri cirillici e greci. Il Mediatore europeo ha aperto un’indagine sul caso e l’Ufficio delle pubblicazioni, responsabile del sito web, ha risposto al Mediatore promettendo di garantire l’utilizzo sia dei caratteri cirillici sia dei caratteri greci per la registrazione online su EU Bookshop.

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