lunedì 5 Febbraio 2024

Difesa Civica a tutela dei sofferenti psichici: la vicenda dinanzi all’Autorità per la concorrenza e il mercato

sabato 10 Giugno 2023 09:53
News

L’atto del Difensore civico della Regione Campania di “invito a cessare la grave e continuata lesione del diritto alla salute dei soffrenti psichici”.

Nell’affermare che “la tutela dei sofferenti psichici è cardine dell’ordinamento” “in termini logici, sociali, umani, prima ancora che giuridici”, l’Avv. Giuseppe Fortunato, Difensore civico presso la Regione Campania e Garante del diritto alla salute, ha di recente censurato, con un corposo e articolato atto di invito, rivolto in primo luogo al Direttore Generale dell’ASL Napoli 2 Nord, il “generale modello fattuale”, definito dall’atto stesso “perniciosamente permanente e strutturale”.

Infatti, in base a tale modello, quest’ultima ASL suòle esternalizzare l’erogazione delle prestazioni sanitarie di residenzialità psichiatrica territoriale per adulti “a favore di operatori economici privi di accreditamento istituzionale e di autorizzazione”, in aperta violazione del decreto legislativo 502/1992 e ss.mm.ii..

Va sottolineato, peraltro, che il ricorso al predetto modello fattuale è stato riconosciuto, per esplicita ammissione del Direttore del suo Dipartimento di Salute Mentale, dalla medesima ASL Napoli 2 Nord come una “prassi consolidata di soddisfare il fabbisogno assistenziale riabilitativo” “mediante l’affidamento in gestione di tali servizi a Società Aggiudicatarie di Appalti Pubblici”.

Profili di grave illegalità delle denunciate forme di esternalizzazione.

Come subito evidenziato dall’Avv. Giuseppe Fortunato, tali modalità organizzative dei servizi pubblici sanitari di residenzialità psichiatrica territoriale per adulti con disturbi mentali pregiudicano non solo la tutela della concorrenza tra erogatori, ma anche e soprattutto il diritto alla salute degli utenti.

Infatti tali modalità organizzative non garantiscono in alcun modo che la scelta dell’esecutore della prestazione sanitaria da parte dell’utente finale avvenga a favore di soggetti preventivamente selezionati e idonei a offrire le più ampie garanzie di idoneità, sicurezza e appropriatezza, tenuto conto del coinvolgimento nell’attività di un bene fondamentale quale la salute dei cittadini.

Peraltro, proprio evidenziando “l’imprescindibile diritto degli assistiti alla fruizione di prestazioni sanitarie adeguate, l’Associazione Cittadinanzattiva APS ha ritenuto di doversi costituire e si è costituita nei procedimenti avviati in materia dal Difensore Civico presso la Regione Campania.

Oltre a risultare assolutamente indebita in sé e, come stigmatizzato dal Difensore Civico, “indegna tutta della persona umana”, la prassi consolidata di soddisfare il fabbisogno assistenziale riabilitativo” “mediante l’affidamento in gestione di tali servizi a Società Aggiudicatarie di Appalti Pubblici”, tale possibilità non è prevista da alcun atto di programmazione regionale.

Non è legittimo ammettere alla erogazione di prestazioni sanitarie, per conto e a carico del Servizio Sanitario Nazionale, soggetti privati la cui attività non si svolge nella cornice di alcuna pianificazione finanziaria.

Per di più, come rilevato inequivocabilmente  dall’Associazione di Categoria ASPAT Campania – Associazione Sanità Privata Accreditata Territoriale – con una approfondita memoria presentata  all’Avv. Giuseppe Fortunato, le denunziate procedure di esternalizzazione determinano al contempo:

  1. a) un eccessivo sbilanciamento del carico degli oneri economici derivanti dai servizi illecitamente esternalizzati sull’ASL Napoli 2 Nord,
  2. b) una intollerabile disparità di trattamento remunerativo tra erogatori di prestazioni sanitarie di residenzialità psichiatrica per adulti, a detrimento delle strutture private istituzionalmente accreditate e contrattualizzate.

Infine l’offerta generata dalla denunziate forme di esternalizzazione viene a risultare anche cospicuamente e incontrollatamente eccedentaria rispetto al fabbisogno complessivo regionale programmato di posti letto di SIR – Struttura Intermedia Residenziale psichiatrica terapeutico-riabilitativa.

Va precisato, a tal proposito, che, ove anche venissero a formarsi carenze di offerta rispetto al fabbisogno complessivo regionale programmato, la conseguente necessità di coprire il fabbisogno residuo emergente non potrebbe essere soddisfatta, secondo l’ordinamento giuridico vigente, “mediante l’affidamento in gestione di tali servizi a Società Aggiudicatarie di Appalti Pubblici, messi in gara dalle varie ASL” (sic!), ma esclusivamente attraverso l’accreditamento istituzionale, quale garanzia che il soggetto preposto sia idoneo.

Ulteriori profili di grave illegalità e nuove scoperte inquietanti.

 

Mentre sono tuttora in corso le indagini, avviate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli sulla base di quanto  messo in luce dal Difensore civico presso la Regione Campania, emergono ulteriori profili di illegalità e nuove scoperte inquietanti, anche tramite un’indagine e una compiuta relazione dell’ASPAT Campania e tramite gli approfondimenti di Ispettore nominato dallo stesso Difensore Civico e Garante della Salute.

  1.    Infatti le denunciate forme di esternalizzazione, ponendosi in gravissimo e irrimediabile contrasto con i princìpi di libera concorrenza, parità di trattamento e non discriminazione tra operatori economici, violano la normativa nazionale e internazionale in materia di accordi contrattuali con gli erogatori privati accreditati per l’erogazione di prestazioni sanitarie (cfr.,inter alia, la legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021 – e l’art. 106 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea).
  2.    L’ASL Napoli 2 Nord censisce falsamente quale offerta pubblica attiva i 50 posti letto residenziali della offerta privata di cui alle medesime forme illegali di esternalizzazione, finanziandoli invero, come facilmente riscontrabile dal Bilancio Consuntivo Aziendale Anno 2021, quali acquisti di prestazioni sanitarie di psichiatria residenziale da privato, evidentemente e inoppugnabilmente esulanti dai volumi economici destinati agli erogatori privati istituzionalmente accreditati.
  3.    Al netto del tetto di spesa annuo complessivamente assegnato alle strutture private istituzionalmente accreditate della cosiddetta Salute Mentale Adulti, residua infatti un valore economico di almeno 10 milioni di Euro, all’interno del quale sono finanziate dal pubblico erario le suindicate e denunciate forme illegali di esternalizzazione delle prestazioni sanitarie  a soggetti privati del tutto privi degli indispensabili titoli idoneativi e abilitativi.
  4.    ln concreto è emerso, addirittura, che l’Ente Regione Campania finanzia, sotto specie di offerta pubblica attiva, i posti letto della offerta privata – non autorizzata né istituzionalmente accreditata – di cui alle denunciate forme di esternalizzazione.

Un privilegio inaccettabile! La vicenda è stata, pertanto, formalmente segnalata dal Difensore Civico all’Autorità per la concorrenza e il mercato.

         Lucia Fiorentino, Giornalista

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