venerdì 5 Marzo 2021

Rifiuti: fonte di speculazione e di morte

domenica 21 Febbraio 2021 16:53
News

I rifiuti smaltiti illegalmente sono una piaga che riguardano tutto il nostro Paese. Da Nord a Sud, l’impietoso scenario che si presenta davanti ai nostri occhi è quello di un territorio martorizzato da depositi abusivi di rifiuti, spesso tossici e a volte radioattivi.

Dai capannoni industriali dismessi utilizzati principalmente al Nord, alle cave particolarmente predilette al Sud, i rifiuti vengono ammassati, nascosti, sotterrati, contribuendo all’irreversibile inquinamento dei terreni e delle falde acquifere, fonte di vita per gli esseri umani e per gli animali.

Il “nuovo oro” stimola l’aumento delle organizzazioni dedite al traffico illecito di rifiuti ed alla costituzione di strutture complesse nelle quali forniscono il loro malefico contributo alcuni impianti autorizzati complici, trasportatori compiacenti, società fittizie intestate a prestanome, documentazioni false ecc.  Tutto questo ha contribuito a coniare il termine di “ecomafia”, dedita alle tipiche attività dell’occultamento dei rifiuti tossici effettuato dalle organizzazioni mafiose. Camion carichi di rifiuti industriali e tossici, che raggiungono nelle ore notturne i luoghi di seppellimento come le buche, le fosse o cave, che vengono riempite, e poi ricoperte; i rifiuti industriali liquidi, formalmente destinati a inesistenti impianti di depurazione e riciclaggio, vengono invece sversati direttamente nei terreni, spesso coperte da grossi quantitativi di rifiuti domestici. Ma è nell’area Vesuviana in Campania che si registra un elevato numero di discariche abusive, anche di grosse dimensioni utilizzate per smaltire illegalmente sia i rifiuti urbani che quelli tossico nocivi che richiederebbero, invece, specifici trattamenti, da effettuarsi in adeguati impianti, prima del loro smaltimento. Nella provincia di Napoli, Salerno e Caserta, hanno agito clan criminali e industriali per piazzare a bassi costi gli scarti industriali e le attività illecite legate allo smaltimento dei rifiuti hanno avuto, negli ultimi anni, un allarmante sviluppo. Tra i clan mafiosi delle province di Caserta e Salerno si è diffusa anche una nuova pratica che consiste nell’ottenimento delle autorizzazioni alla costruzione di vasche per l’itticoltura e la lombricoltura, da utilizzare invece come discariche per liquami fognari. Ultimamente molto redditizi per le organizzazioni criminali, sono anche i rifiuti tossici medicali, favoriti anche dal fatto che, in virtù della Direttiva europea 2011/70, ogni Paese europeo deve smaltire i materiali radioattivi che produce sul proprio territorio in apposite strutture, prevedendo la costruzione di un deposito unico che ovviamente in Italia è ancora ventilato come ipotesi. I rifiuti radioattivi sono costituiti prevalentemente da materiale contaminato come la carta da banco, il cotone, le siringhe, i contenitori di residui di soluzioni e tutto il materiale proveniente dalle stanze di degenza in caso di ricovero. Le procedure di infrazione comunitaria che pesano oggi sull’Italia sono 86, in leggero calo rispetto ai dati dello scorso anno, quando se ne contavano 91. Al 31 dicembre 2018, il nostro Paese ha dovuto pagare ben 548 milioni di euro per le multe comminate dall’Ue per il mancato rispetto della normativa in materia. Per quanto riguarda i settori maggiormente interessati dalle procedure di infrazione europea pendenti, oltre all’ambiente, si registrano i trasporti, mobilità e l’industria.  Accanto all’incontrollato diffondersi di velenose ferite inferte al suolo si moltiplicano anche gli episodi di inquinamento delle acque marine. Si tratta in genere di vere e proprie “carrette” dei mari, coperte da premi di assicurazione per incidenti di questo tipo, che consentono alle organizzazioni mafiose di realizzare vantaggi evidenti.

La malavita guadagna e la gente muore anche perché ogni territorio è poco difeso, c’è poco controllo e presidio delle aree a rischio.

Il Difensore Civico campano Avv. Giuseppe Fortunato ha invitato i Cittadini a ribellarsi e quotidianamente svolge attività contro lo scempio del territorio, come dagli ultimi inviti nei Comuni.  L’Associazionale Nazionale dei Difensori Civici Italiani ha denunciato in Sicilia, Puglia e Calabria che i Cittadini devono denunciare tutti i fenomeni di violenza sul territorio e chiedere con forza la nascita del Difensore Civico regionale. IlDifensore Civico Nazionale potrebbe spingere gli organi Nazionali competenti a legiferare e amministrare nel modo giusto per salvaguardare la salute dei cittadini, perché si muore anche per motivi diversi da un virus.

Elio Aliperti