Nel corso del IV trimestre del 2025, l’Ombudsman di Israele – figura istituzionale prevista come parte dell’Ufficio del State Comptroller – svolge attività di rilievo in diversi ambiti, con accertamenti, segnalazioni e rapporti che evidenziano problemi sistemici nelle amministrazioni statali, nonché iniziative volte a rafforzare i controlli nei periodi di emergenza.
Tra le attività principali:
- Aumento delle denunce contro il Ministero della Sicurezza Nazionale: Nel rapporto annuale 2024, pubblicato nel luglio 2025, si registra un aumento del 500% delle denunce contro il Ministero della Sicurezza Nazionale, in particolare legate ad applicazioni per licenze di armi da fuoco presentate dopo lo scoppio della guerra “Swords of Iron”. Di tali denunce, oltre l’85% sono state considerate fondate.
- Lavoro di audit speciali su disastri civili e fallimenti statali: L’Ombudsman di Israele ha pubblicato un rapporto speciale relativo al disastro del 7 ottobre 2023 (“October Seventh Disaster”) e la guerra “Swords of Iron”, in cui emergono gravi problemi nelle risposte governative civili e militari, omissioni nel coordinamento, ritardi nell’assistenza alle popolazioni colpite e carenze nella gestione delle emergenze.
- Incidenti lungo il confine settentrionale: Un audit speciale condotto nell’estate 2023 ma reso pubblico nei primi mesi del 2025 ha evidenziato che già prima dell’evento del 7 ottobre, il State Comptroller aveva segnalato fallimenti significativi nelle installazioni dell’IDF (Israel Defense Forces) nei posti avanzati lungo il confine settentrionale, con raccomandazioni non accolte o implementate in modo insufficiente. Tali omissioni, nel rapporto dell’Ombudsman, sono considerate potenzialmente influenti sull’evoluzione degli eventi successivi.
- Indagine sul funzionamento dei processi di voto e infrastrutture informatiche: L’Ombudsman ha indicato che i sistemi informatici usati per le elezioni municipali sono obsoleti, con procedure manuali che rappresentano vulnerabilità significative. Ciò include anche ritardi e inefficienza nella digitalizzazione delle procedure dell’Israel Land Authority, con conseguenze su sicurezza dei dati, trasparenza e onere per i cittadini.
- Servizio al pubblico durante le emergenze: Dopo lo scoppio del conflitto, l’Ufficio ha istituito una hotline (linea telefonica speciale), per assistere i cittadini con reclami verso enti pubblici in tempo di emergenza. Ciò ha incluso il riesame di licenze, di applicazioni inevase, e di ritardi nei servizi essenziali.
- Livello di soddisfazione e casi giudicati fondati: Su oltre 21.500 reclami ricevuti nel 2024 contro enti pubblici, circa il 46% sono stati giudicati fondati o hanno portato a correzioni. È un miglioramento rispetto all’anno precedente.
- Gestione del patrimonio pubblico e cattiva amministrazione: Nell’ambito del rapporto annuale, l’Ombudsman ha sollevato problemi relativi all’uso del territorio industriale (il caso delle terre TAAS / IAI – TAAS Industrial Plants), uso inefficiente delle risorse, capitale governativo non adeguatamente monitorato e auditing debole in certi enti pubblici.
- Sostenibilità e obiettivi di sviluppo: È stato evidenziato che il governo è in ritardo nell’integrare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) nei progetti amministrativi e nei bilanci, con lacune soprattutto nella riduzione delle disuguaglianze sociali e nella preservazione delle risorse naturali.
DICHIARAZIONE DELLO SPORTELLO UNICO INTERNAZIONALE DELLA DIFESA CIVICA CIRCA DUE INIZIATIVE DELL’OMBUDSMAN DI ISRAELE:
Lo Sportello Unico Internazionale della Difesa Civica attende con massima attenzione gli esiti di una iniziativa particolarmente significativa in corso e cioè la pubblicazione e l’avvio dell’audit sulla risposta statale agli eventi del 7 ottobre 2023 e alla guerra “Swords of Iron”, con particolare enfasi sulla responsabilità politica, militare e civile. L’Ombudsman ha definito tre milestones principali: (1) un audit completo su tutti i livelli – politico, militare e civile – (2) la nomina esplicita dei responsabili delle omissioni, con richieste di responsabilità personali, (3) collaborazione con eventuali Commissioni nazionali d’inchiesta, definendo limiti settoriali per evitare chevenga sconfinata la sovrapposizione con altre inchieste.
In questo contesto, l’iniziativa ha coinvolto lo staff dell’ufficio dell’Ombudsman in visite dirette agli sfollati (evacuati) in località come Eilat, la zona del Mar Morto, Gerusalemme, il nord del paese, con il compito di raccogliere testimonianze, dati sulle condizioni degli alloggi provvisori e sulle carenze nelle promesse statali di assistenza.
Lo Sportello Unico Internazionale della Difesa Civica sostiene la richiesta dell’Ombudsman israeliano di accesso alle informazioni dall’IDF e dai servizi di sicurezza (ISA – Israel Security Agency). Tale accesso è stato ritardato da ordini del Bagatz (la Corte Suprema) che ha imposto una sospensione – un ordine provvisorio che ha impedito all’Ombudsman di accedere a documenti chiave, spiegazioni e altri materiali necessari per l’audit nel settore militare/politico centrale.
Lo Sportello Unico Internazionale della Difesa Civica solidarizza con l’Ombudsman di Israele e ha dichiarato che tale omissione di accesso rappresenta una grave mancanza di trasparenza e che la popolazione israeliana ha diritto a risposte.











