martedì 29 Settembre 2020

Il Difensore Civico: una risorsa indispensabile per un’italia senza “ombre” di Elio Aliperti

venerdì 21 Agosto 2020 12:10
News

Il Difensore Civico è una figura preposta a vigilare sulla correttezza dell’attività amministrativa e a tutelare i cittadini dagli abusi e soprusi commessi dai funzionari pubblici che sono invece proposti a fornire agli utenti dei servizi pubblici efficienti. Chiunque ritiene di aver subito un torto oppure vive una situazione di disagio a causa di episodi di cattiva amministrazione, può rivolgersi al Difensore Civico.

Tale figura, nata in Svezia nel 1809 con il nome di “Ombudsman” non si è diffusa in tutti i Paesi Europei perché – diciamoci la verità! – non a tutti piace avere un “controllo” o un Organo che metta in evidenza le proprie inefficienze, se non si ha veramente una propensione ad essere al servizio del cittadino e quindi ad accogliere le segnalazioni pervenute dal Difensore Civico, a seguito dei ricorsi dei cittadini/utenti, come un valore aggiunto per migliorarsi e non una “seccatura”.
Ovviamente l’Italia è il Paese che va sempre controcorrente. Il Difensore Civico Nazionale resta un progetto inattuato.
Nel 2008 fu presentato al Senato un Disegno di legge nel quale l’Istituzione del Difensore Civico Nazionale veniva definita “un ineludibile impegno politico-programmatico volto a consolidare ulteriormente le civiche libertà e i diritti dei cittadini”.
Qual è stato il risultato? Non solo non è stato mai istituito il Difensore Civico Nazionale, ma nel 2010, grazie ad una delle solite Leggi Finanziarie “lacrime e sangue”, è stata abolita anche la figura del Difensore Civico Comunale. Certo, l’eliminazione dei costi di questa figura, completamente gratuita per i cittadini ha salvato il Bilancio dei Comuni, dello Stato, dell’Europa e del Mondo!!
In realtà si è solo tolto ai cittadini la possibilità di rivolgersi ad una figura amica, perché fa più comodo la politica del “rimbalzo” delle responsabilità…”non è colpa mia”, “non è questo l’ufficio preposto”, “chi c’era prima di me non ha risolto il problema” oppure la politica “della fidelizzazione”..”ti risolvo io il problema” lasciando ampia fantasia ai metodi da utilizzare per sdebitarsi.
Resta, anche se non in tutte le Regioni, la figura del Difensore Civico Regionale, ma non possiamo non tener conto, come asserisce il Difensore Civico campano, del notevole disagio cui è sottoposto un cittadino cha abita ad esempio in una città distante 150 km dalla sede del Difensore Civico regionale. Ciò nonostante, l’Ufficio del Difensore campano è sommerso dalle richieste di intervento, perché tantissime sono le inefficienze patite dalla P.A.
Una cosa è chiara e l’Avv. Fortunato che ricopre quest’incarico in Campania, costituisce un esempio concreto: questa figura spaventa la politica, perché la politica tende a dividere i cittadini, a farli diventare tifosi, militanti, fidelizzati, mentre il Difensore Civico è un collante, perché unisce i cittadini, le Associazioni, gli Ordini Professionali senza preoccuparsi di colori politici, di partiti, di strategie partitiche. L’unico obiettivo è quello di consentire al popolo l’esercizio della Sovranità riconosciuta ad esso dalla Costituzione.
Molti cittadini, liberi dai vincoli di una politica autoreferenziale ed arrogante, hanno sposato un progetto: Civicrazia che non è un partito, un movimento politico o una lista civica, ma la coalizione di Associazioni e singoli cittadini che ritengono le inefficienze della P.A. quali cause dell’incompetenza di molti funzionari, nominati non per meriti o capacità, ma per scelte politiche e senza fondamento alcuno. Riprendiamoci dunque il ruolo che ci spetta di diritto.
La Campania è solo un esempio, ma i principi sani non hanno confini. Lotta con noi perché se a te stesso non ci pensi tu, non ci penserà nessuno.