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Le Associazioni tornano alla carica per far finalmente nascere la figura del Difensore Civico Nazionale anche in Italia

Le Associazioni tornano alla carica per far finalmente nascere la figura del Difensore Civico Nazionale anche in Italia, l’unica nazione in cui ancora non esiste, nonostante le diverse spinte sia da parte delle Nazioni Unite, sia delle Istituzioni europee.

In Italia, bisogna purtroppo constatare, attraverso una mera ricognizione dei dati rilevati su base nazionale, che l’Ombudsman non sia di certo considerato una figura indispensabile nel sistema amministrativo. La politica sembra avere una innata difficoltà a utilizzare modelli di selezione diversi da quelli di derivazione strettamente partitica ma, nonostante ciò, comincia a farsi strada una tendenza progressiva all’affermazione e diffusione presso l’opinione pubblica di uno strumento utile ad affiancare alla logica accusatoria, repressiva, sanzionatoria e risarcitoria, che contraddistingue l’approccio giudiziale alla tutela della Pubblica Amministrazione, una logica del risultato concreto e, dunque, in funzione di questo, preventiva, gradualista, collaborativa e conciliativa.

Il vantaggio dell’istituzione di un Difensore Civico Nazionale non consiste solamente nell’estensione delle competenze alle strutture amministrative dello Stato, ma soprattutto nell’attribuzione ad esso di un ruolo di guida e coordinamento di tutte le altre figure di garanzia, che consente di limitare al massimo il frazionamento della tutela, dovuta a discipline frammentarie. Inoltre, la caratteristica di essere l’unico per tutto il territorio nazionale permette all’Ombudsman di godere di maggiore visibilità, di essere riconoscibile dai cittadini e di mantenere l’autorevolezza necessaria per essere ascoltato.

Tra le principali funzioni che dovrebbero caratterizzare un Difensore Civico Nazionale e che migliorerebbero i rapporti tra PA e Cittadinanza, c’è sicuramente quella della gestione delle doglianze dei cittadini: a questo proposito, se l’Amministrazione Pubblica non si attiene alle raccomandazioni dell’Ombudsman, egli può porre in essere una serie di attività volte a rendere pubblica la situazione, ed informare la popolazione che la scelta della PA si è rivelata insufficiente, scorretta, discriminatoria o semplicemente sbagliata nel merito. Tale misura consente di rappresentare l’opinione dell’Ombudsman senza alcun contraddittorio, visto che la divulgazione di queste informazioni non consente repliche da parte dell’Amministrazione.

Inoltre, l’istituzione del Difensore Civico Nazionale garantirebbe la funzione proattiva per indurre un miglioramento nelle Pubbliche Amministrazioni: a questo proposito è indispensabile l’impiego di uno staff di funzionari, addestrati a indagare le inefficienze del processo decisionale ed inviati a seguire da vicino il lavoro nei diversi uffici dell’Amministrazione. Ed i funzionari avrebbero la possibilità di svolgere il loro lavoro nel modo migliore solo se inquadrati nella struttura organizzativa del Difensore Civico, che deve essere assolutamente separata da quella dell’Amministrazione, per garantire la propria autonomia e indipendenza ed evitare qualsiasi attribuzione di conflitto di interessi. Malauguratamente si sa come in Italia sia drammaticamente difficile tenere separate le sorti del controllante da quelle del controllato.

Infine, i due motivi che garantirebbero un effettivo successo della figura istituzionale del Difensore Civico Nazionale si possono riassumere in un appoggio da parte della popolazione e in un budget sufficiente per permettergli di lavorare autonomamente.

Nonostante se ne sia discusso molto a partire della metà degli anni ‘60 e fino alla fine dei ‘70 e nonostante i diversi disegni di legge presentati in Parlamento, c’è chi fa ancora notare come l’Italia non sia culturalmente pronta all’introduzione di una figura del genere nell’ordinamento statale. I comportamenti politici e le subordinazioni a una Amministrazione Pubblica ancora fortemente autoreferenziale sembrano far pendere l’ago della bilancia dalla parte di una mancanza di senso civico e del rispetto della legalità, ma questa volta, grazie all’ottimo lavoro di Civicrazia, i tempi potrebbero essere quelli giusti.