Nel quarto trimestre del 2025, il Difensore Civico di Libia sta intensificando una serie di iniziative significative volte a rafforzare la tutela dei diritti civili, la trasparenza nella pubblica amministrazione, e la cooperazione con organismi internazionali. Le sue attività si sono concentrate su tre assi principali: l’accesso alla giustizia per cittadini vulnerabili, il monitoraggio sui flussi migratori e sulle procedure di rimpatrio e la mediazione tra cittadini e autorità locali in caso di conflitti amministrativi o violazioni dei diritti umani.
SPORTELLI MOBILI DELL’OMBUDSMAN LIBICO
Tra le iniziative più rilevanti, spicca un progetto pilota eseguito dall’Ombudsman libico. Questo progetto ha previsto l’apertura di Sportelli mobili nei distretti meridionali del paese (in particolare nel Fezzan), dedicati al supporto delle popolazioni migranti e sfollate interne, con l’obiettivo di:
- fornire assistenza legale gratuita e consulenza sui diritti umani fondamentali (asilo, protezione internazionale, diritto al rimpatrio, condizioni nei centri di detenzione);
- monitoraggio indipendente delle condizioni nei centri di accoglienza e di detenzione per migranti, in collaborazione con ONG locali e internazionali;
- promuovere la formazione di funzionari amministrativi locali sui diritti civili e procedure trasparenti di accoglienza e rimpatrio delle persone migranti;
- incrementare la trasparenza delle autorità locali nelle decisioni su detenzioni o espulsioni, mediante richieste di accesso civico e partecipazione pubblica;
- sensibilizzare le comunità locali sul rispetto dei diritti dei migranti, anche attraverso campagne informative in lingua locale e tramite media locali.
Questo Sportello mobile tocca tre distretti: Sabha, Ghat e Murzuq. Si occupa di migranti, con particolare attenzione ai minori non accompagnati, alle donne vittime di violenza e agli sfollati dallo Yemen o dal Sudan che attraversano il confine libico.
L’Ombudsman libico ha già prodotto un rapporto intermedio su questi interventi, corredato da dati quantitativi e qualitativi: condizioni sanitarie carenti nei centri, violazioni nei diritti al pasto adeguato, sovraffollamento, assenza di interpreti e meccanismi di reclamo efficaci. Questo rapporto è stato consegnato alle autorità centrali libiche, al Parlamento locale e alle istituzioni della Macroregione Mediterranea, con raccomandazioni precise per miglioramenti entro il primo trimestre 2026.
Un’altra parte dell’iniziativa riguarda il tavolo di dialogo in corso con le autorità libiche di frontiera e della guardia costiera, per verificare le procedure di sbarco e il rispetto delle convenzioni internazionali in materia di salvataggio in mare e protezione dei diritti umani. Sono stati chiesti audit indipendenti e la creazione di una commissione permanente mista Ombudsman-ONG-Governativa per segnalare abusi, illegittimità, e per proporre linee guida unificate per la gestione dei rimpatri che non ledano i diritti dei migranti.
DICHIARAZIONE DELLO SPORTELLO UNICO INTERNAZIONALE DELLA DIFESA CIVICA
Lo Sportello Unico Internazionale della Difesa Civica ha rilevato che l’iniziativa pilota condotta dall’Ombudsman di Libia rappresenta un passo fondamentale che deve essere valorizzato e sostenuto con risorse stabili. È evidente che il modello di Sportelli mobili, integranti assistenza legale, monitoraggio indipendente e partecipazione comunitaria, è efficace sia per intercettare le violazioni dei diritti umani sia per costruire fiducia tra le popolazioni migranti e le autorità.
Per questo motivo, lo Sportello Unico Internazionale della Difesa Civica ha particolarmente evidenziato l’imprescindibile necessità e urgenza
- venga garantito un finanziamento di continuità per il progetto affinché i risultati non restino episodici ma possano consolidarsi;
- che il rapporto intermedio presentato dall’Ombudsman venga condiviso ufficialmente dal governo centrale libico, con un impegno formale a realizzare le raccomandazioni entro il primo trimestre del 2026;
- che la Commissione permanente mista Ombudsman-ONG-governativa abbia accesso a tutte le basi dati necessarie e possa operare con reale indipendenza, trasparenza e protezione per chi segnala abusi;
- che – poiché nell’ambito della Macroregione Mediterranea si è già positivamente deciso che questa esperienza costituisce un positivo modello pilota, replicabile soprattutto anche in altre zone di crisi – si proceda con ogni supporto istituzionale statale e locale per la celere estensione alla cooperazione transfrontaliera per il diritto al rifugio e la giustizia migratoria;
- che la documentazione del monitoraggio effettuato (audio, video, testimonianze) sia preservata con standard internazionali e resa disponibile per le agenzie ONU e gli organismi internazionali competenti.
Lo Sportello Unico Internazionale della Difesa Civica confida che queste misure possano contribuire non solo a mitigare le condizioni attuali di migrazione e sfollamento, ma anche a stabilire un sistema duraturo di tutela dei diritti civili in Libia in linea con il Terzo Pilastro della Macroregione Mediterranea.











