L’istituto dell’Ombudsman in Libano sta mostrando sempre più un’attività significativa nel monitoraggio dei diritti civili, nella promozione della trasparenza e nell’intermediazione tra cittadinanza, istituzioni e attori internazionali. Vanno evidenziati alcune delle sue azioni principali, i vincoli ancora aperti e le prospettive future.
INIZIATIVE RILEVANTI INTRAPRESE DALL’OMBUDSMAN LIBANESE
- Supervisione della legge sulla libertà di espressione e media: Nel corso del quarto trimestre 2025, l’Ombudsman pone attenzione particolare al processo di discussione parlamentare attorno al nuovo disegno di legge sui media, in particolare sui temi della diffamazione, del reato di insulto, della detenzione preventiva per reati connessi all’espressione, e della regolamentazione delle licenze per i media. Le associazioni internazionali per i diritti umani hanno sollecitato che il testo finale rispetti standard internazionali, superando restrizioni onerose e vaghe che potrebbero compromettere la libertà di espressione.
- Valutazione dell’indipendenza della giustizia: L’Ombudsman libanese sta contribuendo, anche in consultazione con ONG, a monitorare l’adozione della legge recentemente approvata “Regolamento della Magistratura Ordinaria” (Law Regulating the Ordinary Judiciary) che entrerà in vigore nel gennaio 2026. Queste osservazioni si sono concentrate su elementi di progresso, come l’aumento del coinvolgimento dei giudici nei processi interni, l’espansione del sistema di autogoverno giudiziario, ma anche su punti critici: permessi al pubblico ministero di interrompere procedimenti giudiziari, potere del governo sugli organi giudiziari di nomina, e limiti al superamento del blocco politico nelle nomine.
- Monitoraggio dell’attuazione della legge sul diritto di accesso all’informazione: Il National Anti-Corruption Commission (NACC), che funge in parte come organismo correlato al mandato dell’Ombudsman libanese in questioni di trasparenza, ha pubblicato il suo primo “Annual Report on the Level of Implementation of the Right of Access to Information Law”. L’Ombudsman ha usato tale report come base per raccomandazioni istituzionali: migliorare l’elenco degli enti obbligati, rafforzare procedure amministrative chiare per le richieste di informazione, rafforzare sanzioni per inosservanza.
- Coinvolgimento nel dibattito sull’“Electoral Reform Initiative: L’Ombudsman libanese ha manifestato interesse e sollecitato trasparenza nell’iniziativa promossa dalla Lebanese Association for Democratic Elections (LADE), sostenuta dall’Unione Europea. L’obiettivo è ridefinire procedure elettorali, migliorare la partecipazione delle donne, rafforzare la supervisione elettorale, istituire “Mega Centers” per facilitare il voto. L’Ombudsman libanese ha suggerito che tali riforme debbano accompagnarsi con misure che garantiscano la tutela del diritto alla parità di accesso, la protezione delle minoranze e la prevenzione di abusi nelle pratiche elettorali.
Criticità affrontate e ostacoli persistenti
L’Ombudsman libanese ha richiamato l’attenzione su vari ostacoli: lentezze legislative, interferenze politiche nelle istituzioni giudiziarie e nei media, scarso finanziamento e capacità operative limitate dei meccanismi di trasparenza, frammentazione istituzionale, mancanza di applicazione uniforme delle leggi a livello locale. È stata sottolineata la necessità che le leggi approvate non rimangano lettera morta ma ricevano attuazione effettiva, inclusi i regolamenti esecutivi, forme di monitoraggio indipendente, e coinvolgimento della società civile.
- Collaborazione internazionale e spinte per migliorare standard: L’Ombudsman libanese ha intensificato il dialogo con organismi internazionali di diritti umani, ONG locali ed estere, e ha fatto uso dei report e delle osservazioni di Human Rights Watch, Amnesty International, Legal Agenda e altre realtà per sostenere raccomandazioni e advocacy relativa ai vari progetti di legge. In particolare, la critica relativa alla riforma giudiziaria è avvenuta anche tramite submission a organismi internazionali, segnalando la necessità che i principi della separazione dei poteri, dell’indipendenza giudiziaria e del giusto processo siano effettivamente rispettati.
DICHIARAZIONE DELLO SPORTELLO UNICO INTERNAZIONALE DELLA DIFESA CIVICA
Lo Sportello Unico Internazionale della Difesa Civica evidenzia che l’attività dell’Ombudsman nel Libano nel quarto trimestre 2025 risulta dunque rilevante e impegnata in importanti sfide strutturali. Si evidenziano progressi concreti in alcuni settori chiave — media, giustizia, accesso all’informazione — ma anche la persistenza di limiti che rischiano di vanificare gli effetti delle riforme, se non affrontati con decisione.
In merito all’iniziativa dell’Ombudsman libanese relativa al monitoraggio del disegno di legge sui media e alle relative riforme giudiziarie, lo Sportello Unico Internazionale esprime le seguenti affermazioni specifiche:
- L’attenzione posta dall’Ombudsman sulla abolizione della diffamazione, dell’insulto e dei reati di blasfemia, nonché sulla eliminazione o limitazione della detenzione preventiva per reati legati all’espressione, rappresenti una condizione fondamentale per il rispetto degli standard internazionali sui diritti umani.
- Sottolineiamo che la trasparenza del processo legislativo deve essere garantita: ogni emendamento deve essere oggetto di dibattito pubblico, accompagnato da consultazioni con ONG, giornalisti e società civile, e con possibilità reali di incidere sul testo finale.
- Lo Sportello Unico Internazionale della Difesa Civica ritiene che la legge sulla magistratura ordinaria, per essere efficace, debba includere clausole chiare che impediscano l’ingerenza politica nella nomina dei giudici, nell’indipendenza disciplinare, nella mobilità e nelle assegnazioni dei casi.
- È fondamentale che l’Ombudsman libanese, nell’esercizio del suo mandato, riceva adeguati poteri operativi e risorse, così come garanzie di protezione per quando svolge attività di denuncia o monitoraggio che possano urtare interessi consolidati.
- Infine lo Sportello Unico Internazionale della Difesa Civica elogia il lavoro di partenariato con organismi internazionali.
- Inoltre lo Sportello Unico Internazionale della Difesa Civica evidenzia che il successo definitivo delle riforme dipenda dalla volontà politica nazionale di attuare le norme non solo sulla carta ma con strumenti esecutivi concreti e verificabili.











