Il primo quadrimestre della Difesa Civica in Grecia 2026 trova molto impegnato il Synigoros tou Politi (l’Ombudsman greco),
La figura del Difensore Civico sta evolvendo da semplice organo consultivo a controllore.
Il 7 gennaio 2026 con la sentenza sul caso A.R.E. c. Grecia, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato ufficialmente la Grecia per trattamenti inumani e respingimenti arbitrari nella regione dell’Evros.
L’Ombudsman greco, nel suo ruolo di Meccanismo Nazionale di Monitoraggio, ha risposto intensificando le indagini indipendenti. La sfida è colmare il divario tra le negazioni ufficiali delle autorità e quanto evidenziato dai giudici di Strasburgo, garantendo che ogni abuso non resti impunito.
Il 5 febbraio 2026, l’approvazione della Legge che riforma il Codice di Migrazione, ha sollevato l’allarme dell’Ombudsman soprattutto per due motivi principali:
– le pene detentive fino a 10 anni di carcere per operatori umanitari accusati di “facilitare l’ingresso illegale”;
– la previsione che il Ministero della Migrazione può ora cancellare le ONG dai registri senza previa supervisione giudiziaria.
Secondo il Difensore Civico greco, queste misure rischiano di criminalizzare la solidarietà e di compromettere seriamente la libertà di associazione nel Paese.
Il Difensore civico ha avvertito che le sanzioni previste dal disegno di legge per i membri delle ONG che assistono i migranti potrebbero essere sproporzionatamente severe e non distinguere tra traffico di esseri umani a scopo di lucro e aiuti umanitari. L’Ombudsman ha, inoltre, osservato che le sanzioni penali per i rifugiati che entrano illegalmente sarebbero in contrasto con la Convenzione di Ginevra.
Inoltre resta aperta la piaga dei Centri di Accoglienza (RIC). L’Ombudsman greco continua a denunciare il regime di “detenzione di fatto” per i minori non accompagnati, privati di strutture idonee.
Infine l’Ombudsman greco sta procedendo al monitoraggio sui nuovi sistemi di sorveglianza digitale ai confini. Le recenti linee guida pubblicate dall’Ombudsman greco mettono in guardia: la tecnologia non può essere utilizzata per violare la privacy dei cittadini e dei richiedenti asilo senza criteri di proporzionalità.
Lo Sportello Internazionale Unico della Difesa Civica plaude all’operato dell’Ombudsman greco per la sua proattività, per la chiarezza dei suoi interventi e per avere posto rilevanti questioni di civiltà giuridica e di rispetto dei diritti umani.











