LA DIFESA CIVICA CONTRO LO STRESS LAVORO-CORRELATO E IL BURNOUT NEL PERSONALE SANITARIO

Dic 15, 2025 | News | 0 commenti

LA DIFESA CIVICA CONTRO LO STRESS LAVORO-CORRELATO E IL BURNOUT NEL PERSONALE SANITARIO

IL PESO DELLO STRESS NEI LAVORI OSPEDALIERI

I Difensori Civici, particolarmente nello posizioni di Garanti della Salute, constatano ogni giorno come medici, infermieri e OSS vivono ogni giorno una pressione costante che supera di gran lunga le comuni condizioni lavorative. Turni estenuanti, carenza di personale, responsabilità emotiva elevatissima e poca tutela psicologica definiscono un contesto che mette a rischio la salute mentale e fisica degli operatori sanitari.
L’Associazione Nazionale dei Difensori Civici Italiani ha rilevato che”Lo stress lavoro-correlato, in ospedale, non è un rischio potenziale: è strutturale. E si riflette sulla concentrazione, sugli errori, sulle relazioni familiari e sulla qualità della vita privata”.

 

DALLO STRESS AL BURNOUT: QUANDO IL CARICO DIVENTA INSOSTENIBILE

Oltre allo stress quotidiano, molti professionisti sanitari affrontano un rischio ancora più grave: il burnout.
Il burnout non è semplice stanchezza.
È una sindrome riconosciuta dall’OMS, caratterizzata da:

esaurimento emotivo e fisico

depersonalizzazione verso i pazienti

riduzione della percezione di efficacia professionale

Il burnout si manifesta quando, per mesi o anni, il carico emotivo ed operativo supera ogni limite sostenibile.
In ospedale le condizioni che lo alimentano sono evidenti:

turni che impediscono il recupero

mancate sostituzioni del personale assente

esposizione continuativa a situazioni traumatiche

responsabilità di vita o di morte

mancanza di riconoscimento e supporto istituzionale

Le conseguenze non ricadono solo sul lavoratore, ma sulla sicurezza del paziente, sulla qualità delle cure e sull’intero sistema sanitario.

 

FONDI PUBBLICI, SCELTE STRUTTURALI E CONSEGUENZE SUL BENESSERE DI CHI CURA

Lo stress e il burnout non sono solo fenomeni psicologici: sono la conseguenza diretta anche di come la sanità viene finanziata e organizzata.
Anni di utilizzo inefficiente dei fondi pubblici hanno lasciato reparti privi di personale, infrastrutture datate, carichi di lavoro ingestibili e servizi di supporto psicologico inesistenti.

Quando i fondi non vengono destinati alle aree critiche – assunzioni, turn over, formazione, sicurezza, benessere psicologico – il peso ricade interamente su medici, infermieri e OSS.
Un sistema sanitario che non protegge chi lavora al suo interno alimenta inevitabilmente stress cronico, burnout e dimissioni volontarie.

 

LA POSIZIONE DI ANDCI: IL DIFENSORE CIVICO E’ GARANTE DELLA SANITÀ E ANCHE DEI LAVORATORI

L’Associazione Nazionale Difensori Civici Italiani (ANDCI) sottolinea da tempo l’importanza del Difensore Civico come figura sempre capace di intervenire nei servizi pubblici quando emergono inefficienze e violazioni dei diritti, anche a prescindere dall’auspicato passaggio anche delle funzioni di Garante della Salute.
Nel contesto sanitario, il Difensore Civico può:

verificare il corretto impiego dei fondi pubblici

raccogliere segnalazioni dal personale sanitario e dagli utenti

evidenziare criticità organizzative che generano stress e burnout

sollecitare le Regioni e le Aziende Sanitarie Locali a intervenire in modo tempestivo

contribuire alla prevenzione del rischio burnout come questione di salute pubblica

Una tutela esterna, indipendente e competente rappresenta un argine fondamentale a una deriva organizzativa che scarica tutto il peso sui professionisti.

 

A.N.D.C.I.: “VERSO UN SISTEMA SANITARIO CHE PROTEGGE CHI PROTEGGE GLI ALTRI”

Ridurre stress e burnout non è un compito dei singoli lavoratori: richiede interventi strutturali.
Assunzioni, modernizzazione delle strutture, supporto psicologico clinico e organizzativo, supervisione continua e controlli sull’uso dei fondi sono passaggi indispensabili.

Il Difensore Civico deve essere con le necessarie competenze ed esperienze ed essere il garante di questi diritti e un alleato prezioso per un sistema sanitario che, per funzionare davvero, deve partire dal benessere di chi ogni giorno si prende cura degli altri.

Carla Porcheddu

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