ISTITUIRE IL DIFENSORE CIVICO NELLE UNIVERSITA’

Ott 25, 2025 | News | 0 commenti

CHI DIFENDE GLI STUDENTI UNIVERSITARI?

Troppi atenei senza Difensore Civico secondo l’indagine ANDCI 2025: chiediamo un Ombudsman in ogni Università

 

CHE COS’È IL DIFENSORE UNIVERSITARIO

Il Difensore o Difensore Civico Universitario – noto anche come Difensore Civico degli Studenti o Garante degli Studenti – è una figura indipendente presente in molti atenei con il compito di tutelare i diritti degli studenti e mediare i conflitti. Questa figura di garanzia si è progressivamente diffusa in Italia negli ultimi anni, riconosciuta da un numero crescente di Università per la sua utilità nel garantire trasparenza ed equità e nel risolvere controversie in via informale, evitando lungaggini legali.

LA FOTOGRAFIA ANDCI 2025: DIFFUSIONE DISOMOGENEA

La recente indagine conoscitiva promossa dall’ANDCI fotografa una diffusione ancora disomogenea del Difensore Universitario negli atenei italiani. La maggior parte degli atenei statali ha già istituito la figura (oltre il 70% degli atenei censiti); tuttavia permangono sacche di ritardo: diversi atenei di recente fondazione, alcune università private e soprattutto grandi atenei telematici sono ancora privi del Difensore. Tale carenza – segnala il rapporto – espone studenti e candidati a controversie senza soluzione interna. Al contrario, dove la figura è attiva si registrano effetti positivi: ogni anno decine di segnalazioni vengono trattate e risolte in via informale, affrontando problemi didattici o amministrativi senza ricorrere ai tribunali.

 

IL CONFRONTO EUROPEO: IL MODELLO SPAGNOLO

Il confronto con i modelli esteri evidenzia il ritardo italiano. In Spagna, una legge nazionale impone dal 2001 la presenza di un Defensor Universitario in ogni ateneo, pubblico o privato: tutte le Università spagnole dispongono, così, di questa figura di garanzia, che contribuisce a migliorare la qualità. L’Italia, viceversa, resta uno dei pochi Paesi dell’Unione Europea privo di un Ombudsman nazionale e, soprattutto, dell’obbligo di istituire Difensori negli atenei, con conseguente tutela a macchia di leopardo: uno studente italiano può avere o meno questa protezione a seconda dell’ateneo, mentre uno studente spagnolo sa di potervi contare ovunque. Colmare il divario è ormai imprescindibile per allineare l’Italia agli standard europei e assicurare parità di diritti a tutti gli studenti, come rimarca il rapporto ANDCI 2025.

 

LE INIZIATIVE ANDCI E I PROMOTORI

Sul fronte delle iniziative, l’ANDCI – fondata nel 2002 – è da sempre in prima linea nel promuovere il Difensore Universitario. In particolare il Dipartimento ANDCI per l’Università e la Ricerca ha intrapreso varie azioni per colmare le lacune normative: da ultimo nel 2023 sono state presentate petizioni in Parlamento per l’istituzione di un Difensore Civico nazionale, riportando la questione all’attenzione delle istituzioni con l’obiettivo di innescare un effetto cascata ed estendere l’ombudsman a tutti i livelli. Il Dipartimento ANDCI per l’Università e la Ricerca già nel 2020 promosse petizioni che hanno portato all’abolizione del divieto di doppia iscrizione universitaria, culminata nel 2022 in una riforma legislativa a favore degli studenti.

 

LA PROPOSTA DI RIFORMA: OBBLIGO PER LEGGE O TRAMITE ANVUR

Il Rapporto ANDCI 2025 evidenzia la necessità di rendere obbligatoria l’istituzione del Difensore Universitario in tutti gli atenei. Ciò può avvenire con una legge nazionale oppure inserendo il requisito nei criteri ANVUR di valutazione, facendone un indicatore di qualità degli atenei. Una riforma simile garantirebbe una tutela uniforme dei diritti su tutto il territorio, evitando disparità tra gli studenti e rafforzando trasparenza e fiducia nel sistema accademico.
Tocca al legislatore colmare il ritardo e garantire presto anche in Italia un Difensore degli Studenti in ogni Università.

Antonio Visicchio, Avvocato, Ph.D, Docente presso l’Università Mercatorum di Roma, Giornalista

RelazioneDifensoreUniversitarioANDCI2025

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