La funzione del Mediatore Europeo si colloca nel quadro dei meccanismi di garanzia dell’Unione europea, con il compito di vigilare sui fenomeni di cattiva amministrazione nelle istituzioni e negli organi dell’UE.
Dalla nomina del nuovo Mediatore Europeo, tale funzione ha conosciuto un progressivo ampliamento sia sul piano quantitativo — in termini di reclami ricevuti — sia sul piano qualitativo, con un crescente coinvolgimento in questioni di rilevanza sistemica e politica.
INCREMENTO DEI RECLAMI E RAFFORZAMENTO DEL RUOLO DI CONTROLLO
Nel periodo 2025–2026 si registra un significativo aumento delle segnalazioni da parte dei cittadini, fenomeno che evidenzia una maggiore sensibilità nei confronti dei principi di buona amministrazione e trasparenza. In questo contesto, l’azione della Mediatrice europea Teresa Anjinho si caratterizza per un rafforzamento della funzione di controllo nei confronti della Commissione europea, frequentemente oggetto di indagini relative all’accesso ai documenti e alla gestione dei processi decisionali.
CENTRALITÀ DELLA TRASPARENZA AMMINISTRATIVA
Uno degli assi portanti dell’attività recente è rappresentato dalla promozione della trasparenza. Le indagini avviate riguardano, in particolare, la divulgazione di informazioni in contesti sensibili, quali i rapporti tra istituzioni europee e piattaforme digitali (ad esempio TikTok), nonché l’attuazione del Digital Services Act.
Tali interventi mirano a chiarire i limiti e le condizioni dell’accesso pubblico ai documenti, contribuendo a definire un equilibrio tra esigenze di riservatezza amministrativa e diritto dei cittadini all’informazione.
NUOVE FRONTIERE: DIGITALIZZAZIONE E INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Un ulteriore ambito di espansione dell’attività del Mediatore riguarda l’impiego delle tecnologie emergenti nei processi decisionali pubblici. In particolare, l’attenzione si concentra sull’uso dell’intelligenza artificiale nella gestione dei finanziamenti europei, ambito in cui emergono criticità legate alla trasparenza algoritmica e alla non discriminazione.
Questa evoluzione segnala un adattamento della funzione di controllo alle trasformazioni digitali della pubblica amministrazione europea.
DALLA DIMENSIONE CASISTICA A QUELLA SISTEMICA
Tradizionalmente incentrato sulla gestione di reclami individuali, il Mediatore europeo tende oggi a privilegiare un approccio strategico, attraverso l’avvio di indagini su problematiche strutturali. Tale orientamento rafforza il ruolo dell’istituzione quale attore nella definizione degli standard di buona amministrazione e nella promozione di prassi più trasparenti ed efficienti.
CONCLUSIONI
L’analisi delle attività più recenti consente di individuare una traiettoria evolutiva chiara: il Mediatore Europeo si configura sempre più come un presidio della qualità democratica dell’Unione. La priorità attuale può essere individuata nel rafforzamento dei principi di trasparenza e accountability, in un contesto caratterizzato da crescente complessità decisionale e da una più intensa politicizzazione delle dinamiche istituzionali.
In tale prospettiva, il Mediatore Europeo non svolge soltanto una funzione correttiva rispetto a disfunzioni amministrative, ma contribuisce attivamente alla costruzione di un rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni europee.
Fabio Riccio











