Il Difensore Civico e il Garante dei detenuti sono due figure distinte di garanzia, ma con obiettivi comuni nella tutela dei diritti dei cittadini, in particolare dei più vulnerabili. Il Difensore Civico opera a livello locale (provinciale o regionale) per risolvere problemi e disservizi pubblici, mentre il Garante dei Detenuti, nazionale e più spesso a livello regionale, si concentra sulla tutela dei diritti specifici di chi è privato della libertà personale. Possono collaborare per garantire una protezione più efficace dei Diritti dei cittadini, specialmente in contesti dove la vulnerabilità è accentuata, come nelle carceri.
DIFESA CIVICA ORGANO DI GARANZIA
Il Difensore Civico è un organo di garanzia istituito in Italia a livello provinciale o regionale, con lo scopo di tutelare i diritti dei Cittadini nei confronti della pubblica amministrazione e di risolvere eventuali disservizi o problemi legati a essa. Il Difensore Civico opera in modo indipendente e imparziale, ricevendo segnalazioni dai cittadini e cercando di trovare soluzioni attraverso la mediazione, la conciliazione o altre azioni utili.
Il Garante dei detenuti, invece, è una figura specifica nazionale, spesso regionale, che si occupa della tutela dei diritti delle persone private della libertà personale, sia adulti che minorenni, negli istituti penitenziari e in altri luoghi di detenzione. Il Garante svolge un ruolo di vigilanza, verifica le condizioni di vita e di trattamento dei detenuti, promuove il rispetto dei loro diritti e può intervenire per risolvere eventuali problemi o violazioni.
Nonostante le diverse aree di intervento, le due figure possono collaborare e interagire, soprattutto quando i diritti delle persone private della libertà personale vengono lesi da azioni o omissioni della pubblica amministrazione locale. Ad esempio, il Garante dei detenuti potrebbe segnalare al Difensore Civico problemi relativi pubbliche amministrazioni, mentre il Difensore Civico potrebbe collaborare con il Garante dei detenti per trovare soluzioni a problemi di trasporto o di accesso ai servizi per i familiari dei detenuti.
In sintesi, il Difensore Civico e il Garante dei detenuti operano in ambiti specifici, ma condividono l’obiettivo comune di tutelare i diritti dei cittadini, e possono e devono collaborare per garantire una protezione più efficace dei diritti, in particolare per le persone più vulnerabili.
PIANO CARCERI 2025-2027 – ORA MIGLIORARE LA VIVIBILITA’ E LA DIGNITA’ ALL’INTERNO DEGLI ISTITUTI PENITENZIARI
L’Associazione Nazionale dei Difensori Civici Italiani invita Difensori Civici e Garanti dei detenuti a verificare insieme, in chiave nazionale e locale, le conseguenze pratiche del Piano Carceri appena approvato.
Il 22 luglio 2025 il Consiglio dei Ministri ha, infatti, varato il Piano Carceri 2025–2027 per ridurre il sovraffollamento delle carceri attraverso la realizzazione di nuove strutture e l’ampliamento di quelle esistenti, per favorire il reinserimento sociale dei detenuti con dipendenze, per migliorare la vivibilità e la dignità.
Prevista la detenzione domiciliare per i tossicodipendenti e alcooldipendenti: chi ha una pena (anche residua) fino a 8 anni può chiedere di scontarla in comunità terapeutiche, se il reato è legato alla dipendenza, residenziale.
Previsto l’ampliamento dei colloqui telefonici: da uno a sei al mese per i detenuti comuni; da due a quattro per chi è al 41-bis.
E’ il momento di sviluppare la massima sinergia.
Annunziata Patrizia Difonte












