PERCHE’ LA LAUREA IN GIURISPRUDENZA CON ALTRI TITOLI E’ INDISPENSABILE
Il Difensore Civico è un presidio di legalità e imparzialità. La sua funzione non è meramente consultiva, né rappresentativa: è un ruolo operativo, che interviene su procedimenti amministrativi complessi, conflitti tra cittadini e pubbliche amministrazioni, disservizi sanitari, violazioni di diritti fondamentali. Per questo motivo, la laurea in giurisprudenza con rilevanti titoli non rappresenta un titolo preferenziale, ma è un requisito strutturale.
Il Difensore Civico conduce istruttorie su poteri sostitutivi, valuta omissioni e ritardi della PA, interpreta norme e regolamenti, dispone l’accesso agli atti applicando principi di trasparenza, privacy e anticorruzione. Inoltre, può procedere alla costituzione di parte civile, interfacciarsi con procure, enti sanitari, aziende pubbliche e soggetti privati, sempre con l’obbligo di fondare ogni intervento su basi giuridiche solide.
Come Garante del diritto alla salute e comunque nei rapporti con le ASL, affronta situazioni delicate: liste d’attesa, errori procedurali, violazioni dei LEA, criticità nei percorsi di cura. Senza una formazione giuridica, il rischio è quello di proporre soluzioni inefficaci, non conformi o addirittura dannose per i cittadini.
L’apertura a lauree non giuridiche – pur rispettabili – indebolirebbe l’Istituto, allontanando le candidature più qualificate e riducendo la capacità del Difensore Civico di operare con autorevolezza. La competenza giuridica non è un tecnicismo: è la prima garanzia di tutela effettiva.
LA SITUAZIONE ITALIANA: UN QUADRO DISOMOGENEO CHE RICHIEDE UNIFORMITA’
In Italia, pur affermandosi generalmente la competenza giuridica, alcune Regioni non hanno definito in modo chiaro la competenza giuridica necessaria.
Questa disomogeneità produce tre effetti critici:
- Disparità di tutela tra cittadini: a seconda della Regione, il cittadino può trovare un Difensore Civico altamente qualificato oppure un profilo privo di adeguata formazione giuridica.
- Indebolimento dell’Istituto: requisiti troppo ampi espongono la figura a nomine politiche non basate sulla competenza.
- Perdita di credibilità: un Difensore Civico senza solida preparazione giuridica rischia di non essere riconosciuto come interlocutore autorevole da amministrazioni, enti sanitari e magistratura.
La missione dell’ANDCI è proprio quella di promuovere standard uniformi, affinché ogni cittadino – indipendentemente dal territorio – possa contare su un presidio di garanzia competente, indipendente e realmente efficace.
Per questo, l’Associazione Nazionale dei Difensori Civici Italiani sostiene da anni la necessità di:
- definire requisiti chiari e non manipolabili,
- garantire un’elevata competenza giuridica obbligatoria,
- assicurare un livello minimo uniforme su tutto il territorio nazionale.
CONCLUSIONI: RAFFORZARE IL DIFENSORE CIVICO SIGNIFICA RAFFORZARE LA DEMOCRAZIA
Il Difensore Civico è uno strumento di tutela gratuito, accessibile e vicino ai cittadini. La sua forza dipende dalla sua competenza, dalla sua indipendenza e dalla sua autorevolezza.
Per questo, l’Italia ha bisogno di un modello che:
- riconosca la centralità di alta formazione giuridica,
- eviti derive che possano trasformare l’Istituto in un incarico meramente politico,
- garantisca standard uniformi e verificabili,
- rafforzi la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
- Un Difensore Civico competente non è un costo: è un investimento nella qualità democratica, nella trasparenza amministrativa e nella tutela dei diritti fondamentali. L’ANDCI dal 2002 promuove un modello nazionale che valorizzi professionalità, merito e garanzie, affinché ogni cittadino possa contare su un presidio di legalità forte, preparato e realmente al suo servizio.
Loredana Amore
lorylove@libero.it











