Difensore Civico e Psicologo del Lavoro: due professioni di aiuto, un’unica direzione
Introduzione
In un contesto sociale sempre più complesso, le figure professionali che si occupano di supportare le persone nei momenti di difficoltà sono chiamate a collaborare, integrarsi, trovare sinergie. È il caso dello psicologo del lavoro e del Difensore Civico: due ruoli distinti, ma mossi dalla stessa logica dell’aiuto, della tutela e dell’ascolto.
Due ruoli, un terreno comune: la persona al centro
Lo psicologo del lavoro opera nei contesti organizzativi con l’obiettivo di migliorare il benessere individuale e collettivo¹. Si occupa di conflitti, stress lavoro-correlato, sviluppo di competenze e dinamiche relazionali².
Il Difensore Civico tutela i diritti del Cittadino nei confronti della Pubblica Amministrazione, intervenendo quando si verificano disservizi, abusi o violazioni³.
Nonostante le differenze di ambito, entrambi lavorano su un principio comune: il riconoscimento della persona come portatrice di bisogni, dignità e diritti. Entrambi si confrontano con richieste di aiuto spesso non espresse con chiarezza, con situazioni di fragilità e con l’urgenza di trovare soluzioni concrete.
Un concreto positivo esempio di terreno comune è nelle esperienze di tirocinanti psicologi presso le strutture centrali e periferiche dell’ANDCI, tramite apposite convenzioni con Università, e nei percorsi psicologici post-tirocinio.
L’ascolto come leva del cambiamento
L’ascolto attivo è il primo strumento che accomuna le due figure⁴. Che si tratti di un dipendente in burnout o di un Cittadino che si sente ignorato da un ufficio pubblico, la prima forma di aiuto è sempre offrire uno spazio dove sentirsi accolti, creduti e compresi.
Per lo psicologo del lavoro, l’ascolto è premessa per costruire interventi efficaci che rispettino la complessità dell’individuo. Per il Difensore Civico, è la base per interpretare correttamente una richiesta, valutarne la legittimità e, ove occorra, supportarla o mediare con le istituzioni⁵. In entrambi i casi, ascoltare significa prendersi carico, senza giudizio.
Mediazione, consapevolezza e empowerment
Entrambe le professioni mirano a restituire alle persone la possibilità di agire. Lo psicologo promuove consapevolezza, autonomia e resilienza⁶; il Difensore Civico agisce per rimuovere ostacoli, semplificare percorsi, far valere diritti nella Pubblica Amministrazione. Entrambi fungono da mediatori tra individui e sistemi — siano essi organizzativi, amministrativi o normativi — e aiutano a rendere più giusti, umani ed equi i contesti in cui operano.
Verso un’alleanza tra professioni di aiuto
Una maggiore collaborazione tra psicologi del lavoro e Difensori Civici arricchisce entrambe le pratiche.
Lo psicologo può supportare il Difensore nella gestione di situazioni emotivamente complesse, offrendo strumenti per la relazione d’aiuto. Il Difensore Civico può aiutare lo psicologo a orientarsi tra norme, tutele e risorse istituzionali⁷, rendendo più incisivo il suo intervento.
Entrambi hanno un compito cruciale: costruire fiducia. E in un’epoca in cui la fiducia nelle istituzioni e nei luoghi di lavoro è fragile, questo compito è più importante che mai.
Carla Porcheddu











